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In Festo Sanctissimi Corporis et Sanguinis Christi 〈Sollemnitas〉
Nella Festa del Santissimo Corpo e Sangue del Signore 〈Solennità〉
Papa Urbano IV, che già aveva contribuito alla prima festa del Corpus Domini in Belgio, dopo aver riconosciuto il miracolo Eucaristico di Bolsena fece promulgare la bolla "Transiturus de hoc mundo", con la quale istituì la solennità del Corpus Domini come festa di precetto e la estese alla Chiesa universale, fissandola al giovedì dopo l'ottava della Pentecoste. Successivamente al Concilio Vaticano II la festa del Santissimo Corpo Del Signore venne denominata Santssimo Corpo e Sangue del Signore.
La Solennitá del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo 〈Sanctissimi Corporis et Sanguinis Christi 〉 o, prima della riforma liturgica del 1969, Festum Sanctissimi Corporis Christi, comunemente nota con l'espressione latina Corpus Dómini "Corpo del Signore", è una delle principali solennità dell'anno liturgico della Chiesa cattolica. È una festa mobile: si celebra il giovedì dopo l'ottava di Pentecoste e/o giovedì successivo alla solennità della Santissima Trinità oppure, in alcuni Paesi tra cui l'Italia, la domenica successiva.
Il "Verbum Supernum Prodiens" rappresenta uno dei vertici della poesia liturgica latina, composto da San Tommaso d'Aquino su incarico di Papa Urbano IV nel 1264, in occasione dell'istituzione della solennità del Corpus Domini. L'inno fu concepito per essere cantato durante l'Ufficio divino, offrendo una sintesi teologica magistrale del mistero dell'Eucaristia. Il testo traccia l'intero arco della missione salvifica di Cristo: dall'incarnazione (il Verbo che esce dal seno del Padre) fino al dono di sé nell'Ultima Cena e nel sacrificio della Croce.
La terza strofa, in particolare, è celebrata per la sua struttura quasi epigrammatica, in cui Tommaso descrive i quattro momenti del dono di Cristo: nel nascere si fa nostro compagno, nel banchetto diventa nutrimento, nel morire si offre come prezzo di riscatto e nel regno dei cieli si dona come premio eterno.
Le ultime due strofe del "Verbum Supernum Prodiens" sono diventate, nel tempo, un inno a sé stante e tra i più famosi della cristianità: "O Salutaris Hostia".
Questo brano è comunemente utilizzato durante l'esposizione e l'adorazione del Santissimo Sacramento.
O salutaris Hostia è stato mantenuto anche dopo la riforma liturgica nella Liturgia delle Ore, come facoltativo ed alternativo ad un inno in lingua volgare.
Trovi l'inno O Salutaris Hostia a questa pagina, vai
Se dovesse interessare … Trovi l'Inno "Lauda, Sion, Salvatorem" a questa pagina
Ad Laudes matutinas - Hymnus Verbum supérnum pródiens, In mortem a discípulo Quibus sub bina spécie Se nascens dedit sócium, O salutáris hóstia, Uni trinóque Dómino Amen. |
Alle Lodi mattutine - Inno Nei cieli il Verbo inabita, Col bacio il suo discepolo Ad essi volle porgere Nascendo a noi si associa O santa e pura vittima A Dio Trino e Unico Così sia. |
Alle Lodi mattutine - Inno Il Verbo celeste nascendo, Mentre sta per essere consegnato Ad essi si dà sotto la doppia Nella nascita si rese fratello, O Ostia di salvezza, All'Unico e Trino Dio Così sia. |
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Autore: San Tommaso d'Aquino
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