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Buona Notte, visitatore, il tuo numero IP è: 216.73.216.59 - Fanne buon uso 😉 — Pasqua sarà e⁄o è stata il 05/04/2026 || 🌚 🌛 🌝 🌜 Fasi lunari dell'anno in corso
Capistrano (VV), mercoledì 1 aprile 2026 ~ Ore : 00:41:14 • New York: 31/03/2026 18:41:14 • Tokyo: 01/04/2026 07:41:14 • Sydney: 01/04/2026 09:41:14
Settimana dell'anno n° 14 - Trimestre 2 [aprile] || ♈ Ariete ♥ ;-) • Giorni trascorsi da InizioAnno: 91 - Giorni mancanti a FineAnno: 274: Precisamente 0 anni, 8 mesi, 39 settimane, 274 giorni, 6599 ore, 395958 minuti, 23757525 secondi!
🌞 Il sole sorge alle ore 06:54 e tramonta 🌄 alle ore 19:35 - Sant'Ugo di Grenoble; Sant'Ugo di Bonnevaux
Il Vangelo della domenica "letto" da padre Antonio Calafati, parroco di Capistrano ( Vibo Valentia ).
Grazie padre Antonio Calafati per quanto ha fatto, sta facendo e continuerà a fare per la Comunità Capistranese.
Il Santo Vangelo di domenica 29/03/2026
Testo: | Piccolo | Medio | Grande |
[In quel tempo,]
…« - Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?
In quel tempo, uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariota, andò dai capi dei sacerdoti e disse: «Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?». E quelli gli fissarono trenta monete d'argento. Da quel
momento cercava l'occasione propizia per consegnare Gesù.
- Dove vuoi che prepariamo per te, perché tu possa mangiare la Pasqua?
Il primo giorno degli Àzzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Dove vuoi che prepariamo per te, perché tu possa mangiare la Pasqua?». Ed egli rispose: «Andate in città da un tale e ditegli:
Il Maestro dice: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli». I discepoli fecero come aveva loro ordinato Gesù, e prepararono la Pasqua.
- Uno di voi mi tradirà
Venuta la sera, si mise a tavola con i Dodici. Mentre mangiavano, disse: «In verità io vi dico: uno di voi mi tradirà». Ed essi, profondamente rattristati, cominciarono ciascuno a domandargli: «Sono forse
io, Signore?». Ed egli rispose: «Colui che ha messo con me la mano nel piatto, è quello che mi tradirà. Il Figlio dell'uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell'uomo dal quale il Figlio dell'uomo
viene tradito! Meglio per quell'uomo se non fosse mai nato!». Giuda, il traditore, disse: «Rabbì, sono forse io?». Gli rispose: «Tu l'hai detto».
- Questo è il mio corpo; questo è il mio sangue
Ora, mentre mangiavano, Gesù prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e, mentre lo dava ai discepoli, disse: «Prendete, mangiate: questo è il mio corpo». Poi prese il calice, rese grazie e lo diede loro,
dicendo: «Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue dell'alleanza, che è versato per molti per il perdono dei peccati. Io vi dico che d'ora in poi non berrò di questo frutto della vite fino al giorno in cui lo
berrò nuovo con voi, nel regno del Padre mio». Dopo aver cantato l'inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.
- Percuoterò il pastore e saranno disperse le pecore del gregge
Allora Gesù disse loro: «Questa notte per tutti voi sarò motivo di scandalo. Sta scritto infatti: Percuoterò il pastore e saranno disperse le pecore del gregge. Ma, dopo che sarò risorto, vi precederò in Galilea».
Pietro gli disse: «Se tutti si scandalizzeranno di te, io non mi scandalizzerò mai». Gli disse Gesù: «In verità io ti dico: questa notte, prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte». Pietro gli rispose:
«Anche se dovessi morire con te, io non ti rinnegherò». Lo stesso dissero tutti i discepoli.
- Cominciò a provare tristezza e angoscia
Allora Gesù andò con loro in un podere, chiamato Getsèmani, e disse ai discepoli: «Sedetevi qui, mentre io vado là a pregare». E, presi con sé Pietro e i due figli di Zebedeo, cominciò a provare
tristezza e angoscia. E disse loro: «La mia anima è triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me». Andò un poco più avanti, cadde faccia a terra e pregava, dicendo: «Padre mio, se è possibile,
passi via da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu!».
Poi venne dai discepoli e li trovò addormentati. E disse a Pietro: «Così, non siete stati capaci di vegliare con me una sola ora? Vegliate e pregate, per non entrare in tentazione. Lo spirito è pronto,
ma la carne è debole». Si allontanò una seconda volta e pregò dicendo: «Padre mio, se questo calice non può passare via senza che io lo beva, si compia la tua volontà». Poi venne e li trovò di
nuovo addormentati, perché i loro occhi si erano fatti pesanti. Li lasciò, si allontanò di nuovo e pregò per la terza volta, ripetendo le stesse parole. Poi si avvicinò ai discepoli e disse loro: «Dormite
pure e riposatevi! Ecco, l'ora è vicina e il Figlio dell'uomo viene consegnato in mano ai peccatori. Alzatevi, andiamo! Ecco, colui che mi tradisce è vicino».
- Misero le mani addosso a Gesù e lo arrestarono
Mentre ancora egli parlava, ecco arrivare Giuda, uno dei Dodici, e con lui una grande folla con spade e bastoni, mandata dai capi dei sacerdoti e dagli anziani del popolo. Il traditore aveva dato
loro un segno, dicendo: «Quello che bacerò, è lui; arrestatelo!». Subito si avvicinò a Gesù e disse: «Salve, Rabbì!». E lo baciò. E Gesù gli disse: «Amico, per questo sei qui!». Allora si fecero
avanti, misero le mani addosso a Gesù e lo arrestarono. Ed ecco, uno di quelli che erano con Gesù impugnò la spada, la estrasse e colpì il servo del sommo sacerdote, staccandogli un orecchio.
Allora Gesù gli disse: «Rimetti la tua spada al suo posto, perché tutti quelli che prendono la spada, di spada moriranno. O credi che io non possa pregare il Padre mio, che metterebbe subito a
mia disposizione più di dodici legioni di angeli? Ma allora come si compirebbero le Scritture, secondo le quali così deve avvenire?». In quello stesso momento Gesù disse alla folla: «Come se
fossi un ladro siete venuti a prendermi con spade e bastoni. Ogni giorno sedevo nel tempio a insegnare, e non mi avete arrestato. Ma tutto questo è avvenuto perché si compissero le Scritture dei
profeti». Allora tutti i discepoli lo abbandonarono e fuggirono.
- Vedrete il Figlio dell'uomo seduto alla destra della Potenza
Quelli che avevano arrestato Gesù lo condussero dal sommo sacerdote Caifa, presso il quale si erano riuniti gli scribi e gli anziani. Pietro intanto lo aveva seguito, da lontano, fino al palazzo
del sommo sacerdote; entrò e stava seduto fra i servi, per vedere come sarebbe andata a finire.
I capi dei sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano una falsa testimonianza contro Gesù, per metterlo a morte; ma non la trovarono, sebbene si fossero presentati molti falsi testimoni. Finalmente
se ne presentarono due, che affermarono: «Costui ha dichiarato: Posso distruggere il tempio di Dio e ricostruirlo in tre giorni». Il sommo sacerdote si alzò e gli disse: «Non rispondi nulla? Che
cosa testimoniano costoro contro di te?». Ma Gesù taceva. Allora il sommo sacerdote gli disse: «Ti scongiuro, per il Dio vivente, di dirci se sei tu il Cristo, il Figlio di Dio». «Tu l'hai detto -
gli rispose Gesù -; anzi io vi dico: d'ora innanzi vedrete il Figlio dell'uomo seduto alla destra della Potenza e venire sulle nubi del cielo».
Allora il sommo sacerdote si stracciò le vesti dicendo: «Ha bestemmiato! Che bisogno abbiamo ancora di testimoni? Ecco, ora avete udito la bestemmia; che ve ne pare?». E
quelli risposero: «è reo di morte!». Allora gli sputarono in faccia e lo percossero; altri lo schiaffeggiarono, dicendo: «Fa' il profeta per noi, Cristo! Chi è che ti ha colpito?».
- Prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte
Pietro intanto se ne stava seduto fuori, nel cortile. Una giovane serva gli si avvicinò e disse: «Anche tu eri con Gesù, il Galileo!». Ma egli negò davanti a tutti dicendo: «Non capisco
che cosa dici». Mentre usciva verso l'atrio, lo vide un'altra serva e disse ai presenti: «Costui era con Gesù, il Nazareno». Ma egli negò di nuovo, giurando: «Non conosco quell'uomo!». Dopo
un poco, i presenti si avvicinarono e dissero a Pietro: «è vero, anche tu sei uno di loro: infatti il tuo accento ti tradisce!». Allora egli cominciò a imprecare e a giurare: «Non conosco
quell'uomo!». E subito un gallo cantò. E Pietro si ricordò della parola di Gesù, che aveva detto: «Prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte». E, uscito fuori, pianse amaramente.
- Consegnarono Gesù al governatore Pilato
Venuto il mattino, tutti i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo tennero consiglio contro Gesù per farlo morire. Poi lo misero in catene, lo condussero via e lo consegnarono al governatore Pilato.
Allora Giuda - colui che lo tradì -, vedendo che Gesù era stato condannato, preso dal rimorso, riportò le trenta monete d'argento ai capi dei sacerdoti e agli anziani, dicendo: «Ho peccato, perché ho
tradito sangue innocente». Ma quelli dissero: «A noi che importa? Pensaci tu!». Egli allora, gettate le monete d'argento nel tempio, si allontanò e andò a impiccarsi. I capi dei sacerdoti, raccolte le
monete, dissero: «Non è lecito metterle nel tesoro, perché sono prezzo di sangue». Tenuto consiglio, comprarono con esse il Campo del vasaio per la sepoltura degli stranieri. Perciò quel campo
fu chiamato Campo di sangue fino al giorno d'oggi. Allora si compì quanto era stato detto per mezzo del profeta Geremia: «E presero trenta monete d'argento, il prezzo di colui che a tal prezzo
fu valutato dai figli d'Israele, e le diedero per il campo del vasaio, come mi aveva ordinato il Signore».
- Sei tu il re dei Giudei?
Gesù intanto comparve davanti al governatore, e il governatore lo interrogò dicendo: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Tu lo dici». E mentre i capi dei sacerdoti e gli anziani lo
accusavano, non rispose nulla.
Allora Pilato gli disse: «Non senti quante testimonianze portano contro di te?». Ma non gli rispose neanche una parola, tanto che il governatore rimase assai stupito. A ogni festa, il governatore
era solito rimettere in libertà per la folla un carcerato, a loro scelta. In quel momento avevano un carcerato famoso, di nome Barabba. Perciò, alla gente che si era radunata, Pilato disse:
«Chi volete che io rimetta in libertà per voi: Barabba o Gesù, chiamato Cristo?». Sapeva bene infatti che glielo avevano consegnato per invidia.
Mentre egli sedeva in tribunale, sua moglie gli mandò a dire: «Non avere a che fare con quel giusto, perché oggi, in sogno, sono stata molto turbata per causa sua». Ma i capi dei sacerdoti e
gli anziani persuasero la folla a chiedere Barabba e a far morire Gesù. Allora il governatore domandò loro: «Di questi due, chi volete che io rimetta in libertà per voi?». Quelli risposero:
«Barabba!». Chiese loro Pilato: «Ma allora, che farò di Gesù, chiamato Cristo?». Tutti risposero: «Sia crocifisso!». Ed egli disse: «Ma che male ha fatto?». Essi allora gridavano più forte:
«Sia crocifisso!».
Pilato, visto che non otteneva nulla, anzi che il tumulto aumentava, prese dell'acqua e si lavò le mani davanti alla folla, dicendo: «Non sono responsabile di questo sangue. Pensateci voi!». E
tutto il popolo rispose: «Il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli». Allora rimise in libertà per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso.
- Salve, re dei Giudei!
Allora i soldati del governatore condussero Gesù nel pretorio e gli radunarono attorno tutta la truppa. Lo spogliarono, gli fecero indossare un mantello scarlatto, intrecciarono una corona di spine,
gliela posero sul capo e gli misero una canna nella mano destra. Poi, inginocchiandosi davanti a lui, lo deridevano: «Salve, re dei Giudei!». Sputandogli addosso, gli tolsero di mano la canna e lo
percuotevano sul capo. Dopo averlo deriso, lo spogliarono del mantello e gli rimisero le sue vesti, poi lo condussero via per crocifiggerlo.
- Insieme a lui vennero crocifissi due ladroni
Mentre uscivano, incontrarono un uomo di Cirene, chiamato Simone, e lo costrinsero a portare la sua croce. Giunti al luogo detto Gòlgota, che significa «Luogo del cranio», gli diedero da
bere vino mescolato con fiele. Egli lo assaggiò, ma non ne volle bere. Dopo averlo crocifisso, si divisero le sue vesti, tirandole a sorte. Poi, seduti, gli facevano la guardia. Al di sopra del suo
capo posero il motivo scritto della sua condanna: «Costui è Gesù, il re dei Giudei».
Insieme a lui vennero crocifissi due ladroni, uno a destra e uno a sinistra.
- Se tu sei Figlio di Dio, scendi dalla croce!
Quelli che passavano di lì lo insultavano, scuotendo il capo e dicendo: «Tu, che distruggi il tempio e in tre giorni lo ricostruisci, salva te stesso, se tu sei Figlio di Dio, e scendi dalla croce!». Così
anche i capi dei sacerdoti, con gli scribi e gli anziani, facendosi beffe di lui dicevano: «Ha salvato altri e non può salvare se stesso! è il re d'Israele; scenda ora dalla croce e crederemo in lui. Ha
confidato in Dio; lo liberi lui, ora, se gli vuol bene. Ha detto infatti: Sono Figlio di Dio!». Anche i ladroni crocifissi con lui lo insultavano allo stesso modo.
- Elì, Elì, lemà sabactàni?
A mezzogiorno si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del pomeriggio. Verso le tre, Gesù gridò a gran voce: «Elì, Elì, lemà sabactàni?», che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?».
Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: «Costui chiama Elia». E subito uno di loro corse a prendere una spugna, la inzuppò di aceto, la fissò su una canna e gli dava da bere. Gli altri dicevano:
«Lascia! Vediamo se viene Elia a salvarlo!». Ma Gesù di nuovo gridò a gran voce ed emise lo spirito.
(Qui si genuflette e si fa una breve pausa)
Ed ecco, il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo, la terra tremò, le rocce si spezzarono, i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi, che erano morti, risuscitarono. Uscendo dai
sepolcri, dopo la sua risurrezione, entrarono nella città santa e apparvero a molti. Il centurione, e quelli che con lui facevano la guardia a Gesù, alla vista del terremoto e di quello che succedeva,
furono presi da grande timore e dicevano: «Davvero costui era Figlio di Dio!».
Vi erano là anche molte donne, che osservavano da lontano; esse avevano seguito Gesù dalla Galilea per servirlo. Tra queste c'erano Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo e di Giuseppe,
e la madre dei figli di Zebedèo.
- Giuseppe prese il corpo di Gesù e lo depose nel suo sepolcro nuovo
Venuta la sera, giunse un uomo ricco, di Arimatèa, chiamato Giuseppe; anche lui era diventato discepolo di Gesù. Questi si presentò a Pilato e chiese il corpo di Gesù. Pilato allora ordinò che
gli fosse consegnato. Giuseppe prese il corpo, lo avvolse in un lenzuolo pulito e lo depose nel suo sepolcro nuovo, che si era fatto scavare nella roccia; rotolata poi una grande pietra all'entrata
del sepolcro, se ne andò. Lì, sedute di fronte alla tomba, c'erano Maria di Màgdala e l'altra Maria.
- Avete le guardie: andate e assicurate la sorveglianza come meglio credete
Il giorno seguente, quello dopo la Parascève, si riunirono presso Pilato i capi dei sacerdoti e i farisei, dicendo: «Signore, ci siamo ricordati che quell'impostore, mentre era vivo, disse: Dopo
tre giorni risorgerò. Ordina dunque che la tomba venga vigilata fino al terzo giorno, perché non arrivino i suoi discepoli, lo rubino e poi dicano al popolo: è risorto dai morti. Così quest'ultima
impostura sarebbe peggiore della prima!». Pilato disse loro: «Avete le guardie: andate e assicurate la sorveglianza come meglio credete». Essi andarono e, per rendere sicura la tomba, sigillarono
la pietra e vi lasciarono le guardie.» …
Testo latino
Evangelium Secundum Matthæum
[Mt 26,14 - 27,66]
[In illo tempore,]
Mt 26,14-75
… Tunc abiit unus de Duodecim, qui dicebatur Iudas Iscariotes, ad principes sacerdotum
et ait: «Quid vultis mihi dare, et ego vobis eum tradam?». At illi constituerunt ei triginta argenteos.
Et exinde quærebat opportunitatem, ut eum traderet.
Prima autem Azymorum accesserunt discipuli ad Iesum dicentes: «Ubi vis paremus tibi comedere Pascha?».
Ille autem dixit: «Ite in civitatem ad quendam et dicite ei: "Magister dicit: Tempus meum prope est; apud te facio Pascha cum discipulis meis"».
Et fecerunt discipuli, sicut constituit illis Iesus, et paraverunt Pascha.
Vespere autem facto, discumbebat cum Duodecim.
Et edentibus illis, dixit: «Amen dico vobis: Unus vestrum me traditurus est».
Et contristati valde, cœperunt singuli dicere ei: «Numquid ego sum, Domine?».
At ipse respondens ait: «Qui intingit mecum manum in paropside, hic me tradet.
Filius quidem hominis vadit, sicut scriptum est de illo; væ autem homini illi, per quem Filius hominis traditur! Bonum erat ei, si natus non fuisset homo ille».
Respondens autem Iudas, qui tradidit eum, dixit: «Numquid ego sum, Rabbi?». Ait illi: «Tu dixisti».
Cenantibus autem eis, accepit Iesus panem et benedixit ac fregit deditque discipulis et ait: «Accipite, comedite: hoc est corpus meum».
Et accipiens calicem, gratias egit et dedit illis dicens: «Bibite ex hoc omnes:
hic est enim sanguis meus novi testamenti, qui pro multis effunditur in remissionem peccatorum.
Dico autem vobis: Non bibam amodo de hoc genimine vitis usque in diem illum, cum illud bibam vobiscum novum in regno Patris mei».
Et hymno dicto, exierunt in montem Oliveti.
Tunc dicit illis Iesus: «Omnes vos scandalum patiemini in me in ista nocte. Scriptum est enim: "Percutiam pastorem, et dispergentur oves gregis".
Postquam autem resurrexero, præcedam vos in Galilæam».
Respondens autem Petrus ait illi: «Et si omnes scandalizati fuerint in te, ego numquam scandalizabor».
Ait illi Iesus: «Amen dico tibi: In hac nocte, antequam gallus cantet, ter me negabis».
Ait illi Petrus: «Etiam si oportuerit me mori tecum, non te negabo». Similiter et omnes discipuli dixerunt.
Tunc venit Iesus cum illis in prædium, quod dicitur Gethsemani. Et dicit discipulis: «Sedete hic, donec vadam illuc et orem».
Et assumpto Petro et duobus filiis Zebedæi, cœpit contristari et mæstus esse.
Tunc ait illis: «Tristis est anima mea usque ad mortem; sustinete hic et vigilate mecum».
Et progressus pusillum, procidit in faciem suam orans et dicens: «Pater mi, si possibile est, transeat a me calix iste; verumtamen non sicut ego volo, sed sicut tu».
Et venit ad discipulos et invenit eos dormientes; et dicit Petro: «Sic non potuistis una hora vigilare mecum?
Vigilate et orate, ut non intretis in tentationem; spiritus quidem promptus est, caro autem infirma».
Iterum secundo abiit et oravit dicens: «Pater mi, si non potest hoc transire, nisi bibam illud, fiat voluntas tua».
Et venit iterum et invenit eos dormientes: erant enim oculi eorum gravati.
Et relictis illis, iterum abiit et oravit tertio, eundem sermonem iterum dicens.
Tunc venit ad discipulos et dicit illis: «Dormite iam et requiescite; ecce appropinquavit hora, et Filius hominis traditur in manus peccatorum.
Surgite, eamus; ecce appropinquavit, qui me tradit».
Et adhuc ipso loquente, ecce Iudas, unus de Duodecim, venit, et cum eo turba multa cum gladiis et fustibus, missi a principibus sacerdotum et senioribus populi.
Qui autem tradidit eum, dedit illis signum dicens: «Quemcumque osculatus fuero, ipse est; tenete eum!».
Et confestim accedens ad Iesum dixit: «Ave, Rabbi!» et osculatus est eum.
Iesus autem dixit illi: «Amice, ad quod venisti!». Tunc accesserunt et manus iniecerunt in Iesum et tenuerunt eum.
Et ecce unus ex his, qui erant cum Iesu, extendens manum exemit gladium suum et percutiens servum principis sacerdotum amputavit auriculam eius.
Tunc ait illi Iesus: «Converte gladium tuum in locum suum. Omnes enim, qui acceperint gladium, gladio peribunt.
An putas quia non possum rogare Patrem meum, et exhibebit mihi modo plus quam duodecim legiones angelorum?
Quomodo ergo implebuntur Scripturæ quia sic oportet fieri?».
In illa hora dixit Iesus turbis: «Tamquam ad latronem existis cum gladiis et fustibus comprehendere me? Cotidie sedebam docens in templo, et non me tenuistis».
Hoc autem totum factum est, ut implerentur scripturæ Prophetarum. Tunc discipuli omnes, relicto eo, fugerunt.
Illi autem tenentes Iesum duxerunt ad Caipham principem sacerdotum, ubi scribæ et seniores convenerant.
Petrus autem sequebatur eum a longe usque in aulam principis sacerdotum; et ingressus intro sede bat cum ministris, ut videret finem.
Principes autem sacerdotum et omne concilium quærebant falsum testimonium contra Iesum, ut eum morti traderent,
et non invenerunt, cum multi falsi testes accessissent. Novissime autem venientes duo
dixerunt: «Hic dixit: "Possum destruere templum Dei et post triduum ædificare illud"».
Et surgens princeps sacerdotum ait illi: «Nihil respondes? Quid isti adversum te testificantur?».
Iesus autem tacebat. Et princeps sacerdotum ait illi: «Adiuro te per Deum vivum, ut dicas nobis, si tu es Christus Filius Dei».
Dicit illi Iesus: «Tu dixisti. Verumtamen dico vobis: Amodo videbitis Filium hominis sedentem a dextris Virtutis et venientem in nubibus cæli».
Tunc princeps sacerdotum scidit vestimenta sua dicens: «Blasphemavit! Quid adhuc egemus testibus? Ecce nunc audistis blasphemiam.
Quid vobis videtur?». Illi autem respondentes dixerunt: «Reus est mortis!».
Tunc exspuerunt in faciem eius et colaphis eum ceciderunt; alii autem palmas in faciem ei dederunt
dicentes: «Prophetiza nobis, Christe: Quis est, qui te percussit?».
Petrus vero sedebat foris in atrio; et accessit ad eum una ancilla dicens: «Et tu cum Iesu Galilæo eras!».
At ille negavit coram omnibus dicens: «Nescio quid dicis!».
Exeunte autem illo ad ianuam, vidit eum alia et ait his, qui erant ibi: «Hic erat cum Iesu Nazareno!».
Et iterum negavit cum iuramento: «Non novi hominem!».
Post pusillum autem accesserunt, qui stabant, et dixerunt Petro: «Vere et tu ex illis es, nam et loquela tua manifestum te facit».
Tunc cœpit detestari et iurare: «Non novi hominem!». Et continuo gallus cantavit;
et recordatus est Petrus verbi Iesu, quod dixerat: «Priusquam gallus cantet, ter me negabis». Et egressus foras ploravit amare.
Mt 27, 1-66
Mane autem facto, consi lium inierunt omnes princi pes sacerdotum et seniores populi adversus Iesum, ut eum morti traderent.
Et vinctum adduxerunt eum et tradiderunt Pilato præsidi.
Tunc videns Iudas, qui eum tradidit, quod damnatus esset, pænitentia ductus, rettulit triginta argenteos principibus sacerdotum et senioribus
dicens: «Peccavi tradens sanguinem innocentem». At illi dixerunt: «Quid ad nos? Tu videris!».
Et proiectis argenteis in templo, recessit et abiens laqueo se suspendit.
Principes autem sacerdotum, acceptis argenteis, dixerunt: «Non licet mittere eos in corbanam, quia pretium sanguinis est».
Consilio autem inito, emerunt ex illis agrum Figuli in sepulturam peregrinorum.
8 Propter hoc vocatus est ager ille ager Sanguinis usque in hodiernum diem.
Tunc impletum est quod dictum est per Ieremiam prophetam di centem: «Et acceperunt triginta argenteos, pretium appretiati quem appretiaverunt a filiis Israel,
et dederunt eos in agrum Figuli, sicut constituit mihi Dominus».
Iesus autem stetit ante præsidem; et interrogavit eum præses dicens: «Tu es Rex Iudæorum?». Dixit autem Iesus: «Tu dicis».
Et cum accusaretur a principibus sacerdotum et senioribus, nihil respondit.
Tunc dicit illi Pilatus: «Non audis quanta adversum te dicant testimonia?».
Et non respondit ei ad ullum verbum, ita ut miraretur præses vehementer.
Per diem autem sollemnem consueverat præses dimittere turbæ unum vinctum, quem voluissent.
Habebant autem tunc vinctum insignem, qui dicebatur Barabbas.
Congregatis ergo illis dixit Pilatus: «Quem vultis dimittam vobis: Barabbam an Iesum, qui dicitur Christus?».
Sciebat enim quod per invidiam tradidissent eum.
Sedente autem illo pro tribunali, misit ad illum uxor eius dicens: «Nihil tibi et iusto illi. Multa enim passa sum hodie per visum propter eum».
Principes autem sacerdotum et seniores persuaserunt turbis, ut peterent Barabbam, Iesum vero perderent.
Respondens autem præses ait illis: «Quem vultis vobis de duobus dimittam?». At illi dixerunt: «Barabbam!».
Dicit illis Pilatus: «Quid igitur faciam de Iesu, qui dicitur Christus?». Dicunt omnes: «Crucifigatur!».
Ait autem: «Quid enim mali fecit?». At illi magis clamabant dicentes: «Crucifigatur!».
Videns autem Pilatus quia nihil proficeret, sed magis tumultus fieret, accepta aqua, lavit manus coram turba dicens: «Innocens ego sum a sanguine hoc; vos videritis!».
Et respondens universus populus dixit: «Sanguis eius super nos et super filios nostros».
Tunc dimisit illis Barabbam; Iesum autem flagellatum tradidit, ut crucifigeretur.
Tunc milites præsidis suscipientes Iesum in prætorio congregaverunt ad eum universam cohortem.
Et exuentes eum, clamydem coccineam circumdederunt ei
et plectentes coronam de spinis posuerunt super caput eius et arundinem in dextera eius et, genu flexo ante eum, illudebant ei dicentes: «Ave, rex Iudæorum!».
Et exspuentes in eum acceperunt arundinem et percutiebant caput eius.
Et postquam illuserunt ei, exuerunt eum clamyde et induerunt eum vestimentis eius et duxerunt eum, ut crucifigerent.
Exeuntes autem invenerunt hominem Cyrenæum nomine Simonem; hunc angariaverunt, ut tolleret crucem eius.
Et venerunt in locum, qui dicitur Golgotha, quod est Calvariæ locus,
et dederunt ei vinum bibere cum felle mixtum; et cum gustasset, noluit bibere.
Postquam autem crucifixerunt eum, diviserunt vestimenta eius sortem mittentes
et sedentes servabant eum ibi.
Et imposuerunt super caput eius causam ipsius scriptam: «Hic est Iesus Rex Iudæorum».
Tunc crucifiguntur cum eo duo latrones: unus a dextris, et unus a sinistris.
Prætereuntes autem blasphemabant eum moventes capita sua
et dicentes: «Qui destruis templum et in triduo illud reædificas, salva temetipsum; si Filius Dei es, descende de cruce!».
Similiter et principes sacerdotum illudentes cum scribis et senioribus dicebant:
«Alios salvos fecit, seipsum non potest salvum facere. Rex Israel est; descendat nunc de cruce, et credemus in eum.
Confidit in Deo; liberet nunc, si vult eum. Dixit enim: "Dei Filius sum"».
Idipsum autem et latrones, qui crucifixi erant cum eo, improperabant ei.
A sexta autem hora tenebræ factæ sunt super universam terram usque ad horam nonam.
Et circa horam nonam clamavit Iesus voce magna dicens: «Eli, Eli, lema sabacthani?», hoc est: «Deus meus, Deus meus, ut quid dereliquisti me?».
Quidam autem ex illic stantibus audientes dicebant: «Eliam vocat iste».
Et continuo currens unus ex eis acceptam spongiam implevit aceto et imposuit arundini et dabat ei bibere.
Ceteri vero dicebant: «Sine, videamus an veniat Elias liberans eum».
Iesus autem iterum clamans voce magna emisit spiritum.
Et ecce velum templi scissum est a summo usque deorsum in duas partes, et terra mota est, et petræ scissæ sunt;
et monumenta aperta sunt, et multa corpora sanctorum, qui dormierant, surrexerunt
et exeuntes de monumentis post resurrectionem eius venerunt in sanctam civitatem et apparuerunt multis.
Centurio autem et, qui cum eo erant custodientes Iesum, viso terræ motu et his, quæ fiebant, timuerunt valde dicentes: «Vere Dei Filius erat iste!».
Erant autem ibi mulieres multæ a longe aspicientes, quæ secutæ erant Iesum a Galilæa ministrantes ei;
inter quas erat Maria Magdalene et Maria Iacobi et Ioseph mater et mater filiorum Zebedæi.
Cum sero autem factum esset, venit homo dives ab Arimathæa nomine Ioseph, qui et ipse discipulus erat Iesu.
Hic accessit ad Pilatum et petiit corpus Iesu. Tunc Pilatus iussit reddi.
Et accepto corpore, Ioseph involvit illud in sindone munda
et posuit illud in monumento suo novo, quod exciderat in petra, et advolvit saxum magnum ad ostium monumenti et abiit.
Erat autem ibi Maria Magdalene et altera Maria sedentes contra sepulcrum.
Altera autem die, quæ est post Parascevem, convenerunt principes sacerdotum et pharisæi ad Pilatum
dicentes: «Domine, recordati sumus quia seductor ille dixit adhuc vivens: "Post tres dies resurgam".
Iube ergo custodiri sepulcrum usque in diem tertium, ne forte veniant discipuli eius et furentur eum et dicant plebi: "Surrexit a mortuis", et erit novissimus error peior priore».
Ait illis Pilatus: «Habetis custodiam; ite, custodite, sicut scitis».
Illi autem abeuntes munierunt sepulcrum, signantes lapidem, cum custodia.» …
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