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Capistrano (VV), giovedì 9 febbraio 2023 ~ Ore : 06:14:15 • New York: 09/02/2023 00:14:15 • Tokyo: 09/02/2023 14:14:15 • Sydney: 09/02/2023 16:14:15

Settimana dell'anno n° 6 - Trimestre 1° [febbraio] Acquario ♥ ;-) • Giorni trascorsi da InizioAnno: 40 - Giorni mancanti a FineAnno: 325

Il sole sorge alle ore 07:14 e tramonta alle ore 17:35 - Santa Apollonia

 

Il Vangelo della domenica

Capistrano (Vibo Valentia)

Il Vangelo della domenica "letto" da padre Antonio Calafati, parroco di Capistrano (Vibo Valentia).
Grazie padre Antonio Calafati per quanto ha fatto, sta facendo e continuerà a fare per la Comunità Capistranese.

Il Santo Vangelo di Domenica 12 febbraio 2023

Dal Vangelo secondo Matteo [Mt 5, 17-37]

Così fu detto agli antichi; ma io vi dico - Amen dictum est antiquis; ego autem dico vobis

Padre Antonio Calafati

Testo: | Piccolo | Medio | Grande |

[In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:]

         ...« Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli.
Io vi dico infatti: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
Avete inteso che fu detto agli antichi: "Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio". Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: "Stupido", dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: "Pazzo", sarà destinato al fuoco della Geènna.
Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.
Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!
Avete inteso che fu detto: "Non commetterai adulterio". Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore.
Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna.
Fu pure detto: "Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio". Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.
Avete anche inteso che fu detto agli antichi: "Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti". Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare: "sì, sì", "no, no"; il di più viene dal Maligno.»

 

Testo latino

Evangelium Secundum Matthæum

[Mt 5, 17-37]

 

[In illo tempore, dixit Jesus discipulis suis:]

«Nolite putare quoniam veni solvere Legem aut Prophetas; non veni solvere, sed adimplere. Amen quippe dico vobis: Donec transeat caelum et terra, iota unum aut unus apex non praeteribit a Lege, donec omnia fiant. Qui ergo solverit unum de mandatis istis minimis et docuerit sic homines, minimus vocabitur in regno caelorum; qui autem fecerit et docuerit, hic magnus vocabitur in regno caelorum. Dico enim vobis: Nisi abundaverit iustitia vestra plus quam scribarum et pharisaeorum, non intrabitis in regnum caelorum. Audistis quia dictum est antiquis: "Non occides; qui autem occiderit, reus erit iudicio". Ego autem dico vobis: Omnis, qui irascitur fratri suo, reus erit iudicio; qui autem dixerit fratri suo: "Racha", reus erit concilio; qui autem dixerit: "Fatue", reus erit gehennae ignis. Si ergo offeres munus tuum ad altare, et ibi recordatus fueris quia frater tuus habet aliquid adversum te, relinque ibi munus tuum ante altare et vade, prius, reconciliare fratri tuo et tunc veniens offer munus tuum. Esto consentiens adversario tuo cito, dum es in via cum eo, ne forte tradat te adversarius iudici, et iudex tradat te ministro, et in carcerem mittaris. Amen dico tibi: Non exies inde, donec reddas novissimum quadrantem. Audistis quia dictum est: "Non moechaberis". Ego autem dico vobis: Omnis, qui viderit mulierem ad concupiscendum eam, iam moechatus est eam in corde suo. Quod si oculus tuus dexter scandalizat te, erue eum et proice abs te; expedit enim tibi, ut pereat unum membrorum tuorum, quam totum corpus tuum mittatur in gehennam. Et si dextera manus tua scandalizat te, abscide eam et proice abs te; expedit enim tibi, ut pereat unum membrorum tuorum, quam totum corpus tuum abeat in gehennam. Dictum est autem: "Quicumque dimiserit uxorem suam, det illi libellum repudii". Ego autem dico vobis: Omnis, qui dimiserit uxorem suam, excepta fornicationis causa, facit eam moechari; et, qui dimissam duxerit, adulterat. Iterum audistis quia dictum est antiquis: "Non periurabis; reddes autem Domino iuramenta tua". Ego autem dico vobis: Non iurare omnino, neque per caelum, quia thronus Dei est, neque per terram, quia scabellum est pedum eius, neque per Hierosolymam, quia civitas est magni Regis; neque per caput tuum iuraveris, quia non potes unum capillum album facere aut nigrum. Sit autem sermo vester: "Est, est", "Non, non"; quod autem his abundantius est, a Malo est».

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