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Capistrano (VV), giovedě 2 febbraio 2023 ~ Ore : 18:43:24 • New York: 02/02/2023 12:43:24 • Tokyo: 03/02/2023 02:43:24 • Sydney: 03/02/2023 04:43:24

Settimana dell'anno n° 5 - Trimestre 1° [febbraio] Acquario ♥ ;-) • Giorni trascorsi da InizioAnno: 33 - Giorni mancanti a FineAnno: 332

Il sole sorge alle ore 07:22 e tramonta alle ore 17:26 - Presentazione del Signore (Candelora)
In una stanza silenziosa c'erano quattro candele accese. La prima si lamentava: «Io sono la pace. Ma gli uomini preferiscono la guerra: non mi resta che lasciarmi spegnere». E così accadde. La seconda disse: «Io sono la fede. Ma gli uomini preferiscono le favole: non mi resta che lasciarmi spegnere». E così accadde. La terza candela confessò: «Io sono l'amore. Ma gli uomini sono cattivi e incapaci di amare: non mi resta che lasciarmi spegnere». All'improvviso nella stanza comparve un bambino che, piangendo, disse: «Ho paura del buio». Allora la quarta candela disse: «Non piangere. Io resterò accesa e ti permetterò di riaccendere con la mia luce le altre candele: io sono la speranza». Il nome popolare di "Candelora", assegnato alla festa odierna della Presentazione del Signore, è legato alla benedizione e alla processione con le candele e fiorisce dalle parole del vecchio Simeone che così definisce Cristo: «Luce per illuminare le genti». Attorno al simbolo del cero acceso si sviluppa anche la parabola ebraica sopra sintetizzata: essa mette in scena simbolicamente la pace, che nella Bibbia è il grande dono messianico, e le tre virtù teologali. Anche in questo racconto al centro c'è un bambino, come il neonato Gesù del testo evangelico (Luca 2, 22-40): è lui a far sfavillare nuovamente le candele spente. Sì, perché sulla storia il sudario delle tenebre si allarga spegnendo le luci della pace, dono sempre sospirato, della fede che allarga gli orizzonti e dell'amore che riscalda la vita. Rimane l'ultimo filo di luce, quello della candela della speranza. Ad essa si rivolge il bambino per riportare in vita la pace, la fede e l'amore. Anche le nostre riflessioni quotidiane sono spesso segnate dallo sconforto e dal realismo che ci induce giustamente a non ignorare il male del mondo. Ma l'ultima parola dovrebbe essere sempre quella della speranza, «il rischio da correre, anzi, il rischio dei rischi» che riesce a far sbocciare la luce.

 

Il Vangelo della domenica

 

Peccatrícem qui solvísti - Hai perdonato la peccatrice

Tempo Ordinario, settimana XXXIV - Inno feriale ad libitum

Terza parte dell'Inno "Dies iræ, dies illa". Vai al testo completo dell'Inno Dies iræ, dies illa

 

Ad Vesperas

Peccatrícem qui solvésti
et latrónem exaudísti,
mihi quoque spem dedísti.

Preces meæ non sunt dignæ,
sed tu, bonus, fac benígne
ne perénni cremer igne.

Inter oves locum præsta
et ab hædis me sequéstra,
státuens in parte dextra.

Confutátis maledíctis,
flammis ácribus addíctis,
voca me cum benedíctis.

Oro supplex et acclínis,
cor contrítum quasi cinis,
gere curam mei finis.

Lacrimósa dies illa,
qua resúrget ex favílla
iudicándus homo reus:
huic ergo parce, Deus.

O tu, Deus maiestátis,
alme candor Trinitátis,
nos coniúnge cum beátis.

Amen.

Ai Vespri

Tu che perdonasti alla peccatrice
ed esaudisti il buon ladrone,
anche a me donasti speranza.

Le mie preghiere non sono degne,
ma Tu, pieno di bontà, benignamente
fa' che io non bruci nel fuoco eterno.

Offrimi un posto tra le pecore
e separami dai capri,
mettendomi al lato destro.

Dopo aver confutato i maledetti,
e averli condannati alle fiamme eterne,
chiama me tra i benedetti.

Prego supplice e inchinato,
con il cuore contrito quasi cenere,
prenditi cura della mia fine.

Lacrimoso sarà quel giorno,
nel quale l'uomo reo, che è da giudicare,
risorgerà dalla polvere:
perdonami, dunque, o Dio.

O Tu, Dio di maestà,
dolce candore della Trinità,
uniscici (alla schiera) dei beati.

Così sia.

* * *

Autore : Tommaso da Celano

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