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Capistrano, il sole 🌞 sorge alle ore 06:06 e tramonta 🌄 alle ore 19:54 - Santa Giovanna Francesca de Chantal

 

Il Vangelo della domenica

 

Christe, cunctórum dominátor alme ~ Cristo, benigno Signore di tutti

Die 9 november. In dedicatione basilicæ Lateranensis 〈Festum〉 ~ Giorno 9 novembre. Dedicazione della Basilica Lateranense 〈Festa〉
Dedicationis Ecclesiæ ~ - Della Dedicazione della Chiesa

Anniversarium dedicationis basilicæ a Constantino imperatore in Laterano exstructæ a sǽculo XII hac die celebratum esse traditur.
Hæc celebratio primum fuit festum Urbis Romæ; deinde in honorem basilicæ, quæ «Omnium ecclesiarum Urbis et Orbis mater et caput» nominatur, ad universum ritum romanum extensa est, quasi signum dilectionis et unitatis erga Cathedram Petri quæ, ut sanctus Ignatius Antiochenus scripsit, «universo caritatis cœtui præsidet».

Si dice che in questo giorno si celebrasse l'anniversario della dedicazione della basilica costruita dall'imperatore Costantino in Laterano nel XII secolo.
Questa celebrazione, inizialmente una festa della città di Roma, si estese poi, in onore della basilica, chiamata «Madre e capo di tutte le Chiese della città e del mondo», a tutte le chiese di rito romano, come segno di amore e unità verso la Cattedra di Pietro che, come scrisse sant'Ignazio di Antiochia, «Presiede l'organizzazione benefica universale».

Trovi l'Inno "Christe, cunctorum dominator alme" per come riportato nella Liturgia delle Ore a questa pagina

Ad Officium lectionis - Hymnus

Latino

Christe, cunctórum dominátor alme,
mente suprémi generáte Patris,
súpplicum voces paritérque carmen
cerne benígnus.

Cerne, quod templi, Deus, ad decórem
plebs tua supplex résonet per ǽdem,
annuo cuius rédeunt colénda
témpore festa.

Hæc domus surgit tibi dedicáta
rite, ubi sumit pópulus sacrátum
Corpus ex aris, bibit et beati
Sanguinis haustum.

Hic sacrosáncti látices nocéntum
díluunt cúlpas, perimúntque noxas;
chrísmate invíctum genus et creátur
christicolárum.

Hic salus ǽgris, medicína fessis,
lumen et cǽcis datur: hic reátu,
Christe, nos solvis: timor atque mœror
péllitur omnis.

Dǽmonis sǽvis perit hic rapína;
pérvicax monstrum pavet et, reténtos
déserens artus, fugit in remótas
ócyus auras.

Hic locus Regis vocitátur aula
nempe cœléstis, rutilánsque cǽli
porta, quæ vitæ pátriam peténtes
áccipit omnes.

Turbo quem nullus quatit, aut vagántes
díruunt venti, penetrántque nimbi;
hanc domum tetris píceus tenébris
tártarus horret.

Ergo te votis pétimus: seréno
ánnuas vultu, fámulos gubérnes,
qui tui summo célebrant amóre
gáudia templi.

Nulla nos vitæ crúciet procélla;
sint dies lǽti placidǽque noctes;
nullus ex nobis, pereúnte mundo,
séntiat ignem.

Hic dies, in quo tibi consecrátum,
cónspicis templum, tríbuat perénne
gáudium nobis, vigeátque longo
témporis usu.

Laus poli summum résonet Paréntem,
laus Patris Natum, paritérque Sanctum
Spíritum dulci modulétur hymno
omne per ǽvum.

Amen.

All'Ufficio delle letture - Inno

Ritmato

Cristo Signore, Re dell'universo,
Tu generato dall'eterno Padre,
supplici voci di preghiera e canto
odi benigno.

Vedi che a lode del Tuo Tempio, o Dio,
supplice un canto la tua gente eleva,
quando ritorna, al cader dell'anno,
la grande festa.

Questa è la Casa a Te dedicata
con sacro rito, in cui all'Altare
del sacro Corpo, del beato Sangue
noi ci nutriamo.

L'acqua del fonte lava qui le colpe
e rende innocuo ciò che porta a morte.
Progenie invitta di cristiani nasce
col sacro Crisma.

Qui c'è salute per ogni malato,
luce e forza per chi è cieco o stanco.
Qui Tu ci assolvi, Cristo, dal peccato,
rendi la gioia.

Qui il demonio non ci può rapire:
trema il mostro alla tua Presenza
e ritraendo ogni sua lusinga
fugge lontano.

Del Re celeste questa è la dimora,
porta fulgente che introduce al cielo,
che sempre accoglie chi la Patria cerca
d'eterna vita.

Niente la scuote, turbine o tempesta,
non la distrugge vento penetrante.
Questa tua casa è in orrore al tetro
Re dell'inferno.

Noi Ti preghiamo: con sereno volto
mostra l'assenso, guida i tuoi fedeli
che con amore celebrano in festa
il tuo Tempio.

Nulla ci attristi; questa sia la vita:
lieti i giorni, placide le notti.
Di noi nessuno, al perir del mondo,
soffra il fuoco.

Questo bel giorno, in cui Tu, o Dio,
guardi al Tempio a Te consacrato,
al nostro cuore rechi gioia eterna,
gaudio perenne.

Gloria universa a Te salga, o Padre,
gloria al Figlio, da Lui generato,
Spirito santo, dolce un inno accogli,
ora e per sempre.

Così sia.

 

 

All'Ufficio delle letture - Inno

Ritmato

Cristo Signore che su tutti regni,
Tu che sei il nato dell'eterno Padre,
benignamente chi pregando canta,
guarda ed ascolta.

Guarda qui ora al tuo Tempio santo,
qui la tua gente supplicando prega
devotamente celebrando in festa
come ogni anno.

Ecco la Casa ritualmente sacra:
Cristo è Signore il Suo Corpo porge;
devotamente dalla mensa il Sangue
beve la gente.

L'acqua zampilla e il peccato lava
dalle sue colpe liberando il cuore.
Cristo, col Crisma, dei credenti forma
un solo Corpo.

Qui la salute l'ammalato trova,
vede il cieco e tu da colpe assolvi,
Cristo pietoso: la paura togli
veracemente.

Qui la rapina infernal perisce,
fugge via il diavol pervicace e fiero
remotamente; trema e ritrae
i suoi artigli.

Questo Tuo luogo giustamente è detto
Aula del Re e rilucente porta,
sempre accogli chi si volge al Cielo
Patria perenne.

Niente lo scuote, né uragan né vento
anche se entra rovinoso e forte.
Questo tuo Tempio è in orrore al tetro
re della notte.

Or Ti preghiamo: guardaci pietoso!
Questi devoti servi Tu governa!
Con grande amore corrono qui lieti
al tuo Tempio.

Niente ci crucci nella nostra vita;
lieto sia il dì e sia la notte in pace;
il fuoco orrendo al perir del mondo
non ci sorprenda.

Or che Tu vedi che il Tempio è sacro,
questo dì porti dentro il nostro cuore,
senz'alterarsi, permanendo a lungo,
gioia perenne.

Gloria risuoni all'eterno Padre,
gloria al Figlio, ugualmente al Santo
Spirito, oggi e per sempre l'inno
dolce si levi.

Così sia.

All'Ufficio delle letture - Inno

Letterale

O Cristo, Signore di tutti e datore di vita,
generato dalla mente dell'Altissimo Padre,
guarda benevolo le voci e la preghiera
di coloro che Ti supplicano umilmente.

Guarda, o Dio, come il tuo popolo supplichevole
faccia risuonare nel Tempio il suo canto
per onorare la Chiesa, nella ricorrenza annuale
in cui ne celebriamo la festa.

Questa casa sorge a Te debitamente dedicata,
in essa il popolo prende
dall'Altare il Corpo consacrato
e si abbevera al beato Sangue.

Qui le sante acque sciolgono le colpe di coloro
che hanno errato e ne annullano le pene;
con l'unzione viene generata
la stirpe invincibile dei cristiani.

Qui viene data la salute agli infermi,
l'aiuto ai deboli e la vista ai ciechi:
qui, o Cristo, ci liberi dalla colpa;
ogni paura e tristezza è cacciata via.

Qui è annullata la presa feroce del demonio:
il mostro caparbio ha paura,
e abbandonando le membra che teneva imprigionate,
veloce fugge nelle profondità dell'abisso.

Questo è il luogo realmente chiamato
corte del Re celeste, porta splendente del Cielo,
che accoglie tutti coloro
che cercano la Patria della vita.

Nessun turbine lo scuote, né l'abbatte
il vortice dei venti, né vi penetrano le tempeste;
ha orrore di questa Casa il Tartaro
oscuro di profonde tenebre.

Perciò Ti chiediamo che Tu dica sì
alle nostre suppliche con volto sereno;
custodisci i tuoi servi che con grande amore
celebrano le gioie del Tempio.

Nessuna tempesta turbi la nostra vita:
siano i giorni lieti e calme le notti,
nessuno di noi provi il fuoco,
quando il mondo perisce.

Questo giorno in cui guardi il Tempio
a Te consacrato ci elargisca gioia perenne
e rimanga solido per il nostro uso
in un lungo spazio di tempo.

Risuoni la lode al Padre supremo del Cielo
e si moduli con dolce canto
la lode al Nato dal Padre
e ugualmente allo Spirito Santo per tutti i secoli.

Così sia.

* * *

 

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