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Capistrano (VV), giovedì 2 febbraio 2023 ~ Ore : 19:37:55 • New York: 02/02/2023 13:37:55 • Tokyo: 03/02/2023 03:37:55 • Sydney: 03/02/2023 05:37:55

Settimana dell'anno n° 5 - Trimestre 1° [febbraio] Acquario ♥ ;-) • Giorni trascorsi da InizioAnno: 33 - Giorni mancanti a FineAnno: 332

Il sole sorge alle ore 07:22 e tramonta alle ore 17:26 - Presentazione del Signore (Candelora)
In una stanza silenziosa c'erano quattro candele accese. La prima si lamentava: «Io sono la pace. Ma gli uomini preferiscono la guerra: non mi resta che lasciarmi spegnere». E così accadde. La seconda disse: «Io sono la fede. Ma gli uomini preferiscono le favole: non mi resta che lasciarmi spegnere». E così accadde. La terza candela confessò: «Io sono l'amore. Ma gli uomini sono cattivi e incapaci di amare: non mi resta che lasciarmi spegnere». All'improvviso nella stanza comparve un bambino che, piangendo, disse: «Ho paura del buio». Allora la quarta candela disse: «Non piangere. Io resterò accesa e ti permetterò di riaccendere con la mia luce le altre candele: io sono la speranza». Il nome popolare di "Candelora", assegnato alla festa odierna della Presentazione del Signore, è legato alla benedizione e alla processione con le candele e fiorisce dalle parole del vecchio Simeone che così definisce Cristo: «Luce per illuminare le genti». Attorno al simbolo del cero acceso si sviluppa anche la parabola ebraica sopra sintetizzata: essa mette in scena simbolicamente la pace, che nella Bibbia è il grande dono messianico, e le tre virtù teologali. Anche in questo racconto al centro c'è un bambino, come il neonato Gesù del testo evangelico (Luca 2, 22-40): è lui a far sfavillare nuovamente le candele spente. Sì, perché sulla storia il sudario delle tenebre si allarga spegnendo le luci della pace, dono sempre sospirato, della fede che allarga gli orizzonti e dell'amore che riscalda la vita. Rimane l'ultimo filo di luce, quello della candela della speranza. Ad essa si rivolge il bambino per riportare in vita la pace, la fede e l'amore. Anche le nostre riflessioni quotidiane sono spesso segnate dallo sconforto e dal realismo che ci induce giustamente a non ignorare il male del mondo. Ma l'ultima parola dovrebbe essere sempre quella della speranza, «il rischio da correre, anzi, il rischio dei rischi» che riesce a far sbocciare la luce.

 

Il Vangelo della domenica

 

Te sæculórum príncipem - Te, Principe dei secoli

Tempo Ordinario: XXXIV Domenica - Cristo Re dell'Universo

 

Ad I Vesperas et ad II Vesperas - Hymnus

Te sæculórum príncipem,
te, Christe, regem géntium,
te méntium, te córdium
unum fatémur árbitrum.

Quem prona adórant ágmina
hymnísque laudant cælitum,
te nos ovántes ómnium
regem suprémum dícimus.

O Christe, princeps pácifer,
mentes rebélles súbice,
tuóque amóre dévios
ovíle in unum cóngrega.

Ad hoc cruénta ab árbore
pendes apértis brácchiis,
diráque fossum cúspide
cor igne flagrans éxhibes.

Ad hoc in aris ábderis
vini dapísque imágine,
fundens salútem fíliis
transverberáto péctore.

Jesu, tibi sit glória,
qui cuncta amóre témperas,
cum Patre et almo Spíritu
in sempitérna sæcula.

Amen.

Ai primi ed ai secondi Vespri - Inno

Te, Principe dei secoli,
te, o Cristo, re delle genti,
ti riconosciamo unico governatore
delle menti e dei cuori.

Ti adorano prostrate
le schiere dei cieli e ti lodano con inni,
e noi ti acclamiamo re supremo
di tutto il creato.

O Cristo, principe pacificatore,
sottometti i ribelli e,
con il tuo amore, raduna
in un unico ovile i dispersi.

Per questo pendi a braccia aperte
dall'albero insanguinato, e
mostri il cuore ardente di amore,
trafitto da una crudele lancia.

Per questo ti nascondi sugli altari,
nell'immagine di vino e pane,
effondendo, dal costato trafitto,
la salvezza ai tuoi figli.

A te sia gloria, Gesù,
che tutto governi con amore,
con il Padre e lo Spirito che dà vita
per i secoli eterni.

Così sia.

* * *

 

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