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Capistrano (VV), giovedý 2 febbraio 2023 ~ Ore : 18:59:20 • New York: 02/02/2023 12:59:20 • Tokyo: 03/02/2023 02:59:20 • Sydney: 03/02/2023 04:59:20

Settimana dell'anno n° 5 - Trimestre 1░ [febbraio] Acquario ♥ ;-) • Giorni trascorsi da InizioAnno: 33 - Giorni mancanti a FineAnno: 332

Il sole sorge alle ore 07:22 e tramonta alle ore 17:26 - Presentazione del Signore (Candelora)
In una stanza silenziosa c'erano quattro candele accese. La prima si lamentava: «Io sono la pace. Ma gli uomini preferiscono la guerra: non mi resta che lasciarmi spegnere». E così accadde. La seconda disse: «Io sono la fede. Ma gli uomini preferiscono le favole: non mi resta che lasciarmi spegnere». E così accadde. La terza candela confessò: «Io sono l'amore. Ma gli uomini sono cattivi e incapaci di amare: non mi resta che lasciarmi spegnere». All'improvviso nella stanza comparve un bambino che, piangendo, disse: «Ho paura del buio». Allora la quarta candela disse: «Non piangere. Io resterò accesa e ti permetterò di riaccendere con la mia luce le altre candele: io sono la speranza». Il nome popolare di "Candelora", assegnato alla festa odierna della Presentazione del Signore, è legato alla benedizione e alla processione con le candele e fiorisce dalle parole del vecchio Simeone che così definisce Cristo: «Luce per illuminare le genti». Attorno al simbolo del cero acceso si sviluppa anche la parabola ebraica sopra sintetizzata: essa mette in scena simbolicamente la pace, che nella Bibbia è il grande dono messianico, e le tre virtù teologali. Anche in questo racconto al centro c'è un bambino, come il neonato Gesù del testo evangelico (Luca 2, 22-40): è lui a far sfavillare nuovamente le candele spente. Sì, perché sulla storia il sudario delle tenebre si allarga spegnendo le luci della pace, dono sempre sospirato, della fede che allarga gli orizzonti e dell'amore che riscalda la vita. Rimane l'ultimo filo di luce, quello della candela della speranza. Ad essa si rivolge il bambino per riportare in vita la pace, la fede e l'amore. Anche le nostre riflessioni quotidiane sono spesso segnate dallo sconforto e dal realismo che ci induce giustamente a non ignorare il male del mondo. Ma l'ultima parola dovrebbe essere sempre quella della speranza, «il rischio da correre, anzi, il rischio dei rischi» che riesce a far sbocciare la luce.

 

Il Vangelo della domenica

 

Quicúmque Christum quæritis - Chiunque cerca Cristo

Tempo di Natale - Alla Solennità dell'Epifania

Tempus Nativitatis - A Sollemnitate Epiphaniæ
In Officio de Tempore, ab Epiphania Domini usque ad festum Baptismatis Domini exclusive

Tempo di Natale - Alla Solennità dell'Epifania
Proprio del Tempo, dalla Epifania del Signore fino alla festa del Battesimo del Signore escluso

Ad Laudes matutinas - Hymnus

Quicúmque Christum quæritis,
óculos in altum tóllite:
illic licébit vísere
signum perénnis glóriæ.

Hæc stella, quæ solis rotam
vincit decóre ac lúmine,
venísse terris núntiat
cum carne terréstri Deum.

En, Pérsici ex orbis sinu,
sol unde sumit iánuam,
cernunt períti intérpretes
regále vexíllum magi.

«Quis iste tantus - ínquiunt -
regnátor astris ímperans,
quem sic tremunt cæléstia,
cui lux et æthra insérviunt?

Illústre quiddam cérnimus
quod nésciat finem pati,
sublíme, celsum, intérminum,
antíquius cælo et chao.

Hic ille rex est géntium
populíque rex Iudáici,
promíssus Abrahæ patri
eiúsque in ævum sémini».

Iesu, tibi sit glória,
qui te revélas géntibus,
cum Patre et almo Spíritu,
in sempitérna sæcula.

Amen.

Alle Lodi mattutine - Inno

Chiunque cerca Cristo
volga lo sguardo al cielo:
là sarà possibile vedere
il segno dell'eterna gloria.

Questa stella, che vince per bellezza
e per luminosità il disco solare,
annunzia che è venuto in terra
Dio in carne mortale.

Ecco dal golfo persico,
donde sorge il sole,
i Magi, esperti interpreti,
discernono le insegne regali.

Domandano: Chi è questo siagrave; gran Re,
che governa le stelle,
davanti al quale i corpi celesti così tremano,
a cui la luce e l'etere servono?

Scorgiamo un qualche cosa di illustre,
che non sa soffrire il limite,
sublime, eccelsa, infinita,
generata prima del cielo e del caos.

Questi è il Re delle genti,
Re del popolo giudaico,
promesso al padre Abramo
e alla sua discendenza per sempre.

Sia gloria a te, Gesù,
che ti riveli al mondo,
con il Padre e il dolce Spirito,
nei secoli per sempre.

Così sia.

* * *

 

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