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Capistrano (VV), giovedì 2 febbraio 2023 ~ Ore : 18:48:14 • New York: 02/02/2023 12:48:14 • Tokyo: 03/02/2023 02:48:14 • Sydney: 03/02/2023 04:48:14

Settimana dell'anno n° 5 - Trimestre 1° [febbraio] Acquario ♥ ;-) • Giorni trascorsi da InizioAnno: 33 - Giorni mancanti a FineAnno: 332

Il sole sorge alle ore 07:22 e tramonta alle ore 17:26 - Presentazione del Signore (Candelora)
In una stanza silenziosa c'erano quattro candele accese. La prima si lamentava: «Io sono la pace. Ma gli uomini preferiscono la guerra: non mi resta che lasciarmi spegnere». E così accadde. La seconda disse: «Io sono la fede. Ma gli uomini preferiscono le favole: non mi resta che lasciarmi spegnere». E così accadde. La terza candela confessò: «Io sono l'amore. Ma gli uomini sono cattivi e incapaci di amare: non mi resta che lasciarmi spegnere». All'improvviso nella stanza comparve un bambino che, piangendo, disse: «Ho paura del buio». Allora la quarta candela disse: «Non piangere. Io resterò accesa e ti permetterò di riaccendere con la mia luce le altre candele: io sono la speranza». Il nome popolare di "Candelora", assegnato alla festa odierna della Presentazione del Signore, è legato alla benedizione e alla processione con le candele e fiorisce dalle parole del vecchio Simeone che così definisce Cristo: «Luce per illuminare le genti». Attorno al simbolo del cero acceso si sviluppa anche la parabola ebraica sopra sintetizzata: essa mette in scena simbolicamente la pace, che nella Bibbia è il grande dono messianico, e le tre virtù teologali. Anche in questo racconto al centro c'è un bambino, come il neonato Gesù del testo evangelico (Luca 2, 22-40): è lui a far sfavillare nuovamente le candele spente. Sì, perché sulla storia il sudario delle tenebre si allarga spegnendo le luci della pace, dono sempre sospirato, della fede che allarga gli orizzonti e dell'amore che riscalda la vita. Rimane l'ultimo filo di luce, quello della candela della speranza. Ad essa si rivolge il bambino per riportare in vita la pace, la fede e l'amore. Anche le nostre riflessioni quotidiane sono spesso segnate dallo sconforto e dal realismo che ci induce giustamente a non ignorare il male del mondo. Ma l'ultima parola dovrebbe essere sempre quella della speranza, «il rischio da correre, anzi, il rischio dei rischi» che riesce a far sbocciare la luce.

 

Il Vangelo della domenica

 

O lux, beáta Trínitas - O luce, beata Trinità

Tempo Ordinario - 2a e 4a Settimana del Salterio - Domenica

 

Ad I et II Vesperas - Hymnus

Latino

O lux, beáta Trínitas
et principális Únitas,
iam sol recédit ígneus:
infúnde lumen córdibus.

Te mane laudum cármine,
te deprecémur véspere;
te nostra supplex glória
per cuncta laudet sæcula.

Christum rogémus et Patrem
Christi Patrísque Spíritum;
unum potens per ómnia,
fove precántes Trínitas.

Amen.

Ai I e II Vespri - Inno

Ritmica

O Dio, trino e unico,
ora che il giorno è al termine,
con la tua luce splendida
i nostri cuori illumina.

Noi t'innalziamo il cantico
all'alba e ancora al vespero;
cantiamo a Te la gloria
ora e per tutti i secoli.

O Trinità santissima,
che l'universo domini,
Padre e Figlio e Spirito,
sostieni chi ti supplica.

Così sia.

Ai I e II Vespri - Inno

Traduzione 1

O Trinità beata, unico Dio,
ora che muore il giorno
all'eterna tua luce
accendi i nostri cuori.

Ascende a Te la lode mattutina,
a Te nel vespero il canto:
a Te, adoranti, la gloria
eleveremo nei secoli.

A Cristo e al Padre salga la preghiera,
salga allo Spirito del Padre e di Cristo:
unico Dio, Trinità beata,
riscalda del tuo amore chi ti implora.

Così sia.

Ai I e II Vespri - Inno

Letterale

O luce, beata Trinità
e principale unità,
già il sole infuocato tramonta:
infondi luce nei cuori.

Te al mattino lodiamo con inni,
Te preghiamo la sera;
la nostra lode supplice
ti glorifichi per tutti i secoli.

Preghiamo Cristo e il Padre,
lo Spirito del Padre e del Figlio;
o Trinità onnipotente,
infiamma d'amore coloro che pregano.

Così sia.

* * *

 

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