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Capistrano (VV), luned́ 2 febbraio 2026 ~ Ore : 10:09:55 • New York: 02/02/2026 04:09:55 • Tokyo: 02/02/2026 18:09:55 • Sydney: 02/02/2026 20:09:55
Settimana dell'anno n° 6 - Trimestre 1 [febbraio] || ♒ Acquario ♥ ;-) • Giorni trascorsi da InizioAnno: 33 - Giorni mancanti a FineAnno: 332: Precisamente 0 anni, 10 mesi, 47 settimane, 332 giorni, 7981 ore, 478910 minuti, 28734604 secondi!
🌞 Il sole sorge alle ore 07:22 e tramonta 🌄 alle ore 17:26 - Presentazione del Signore (Candelora)
In una stanza silenziosa c'erano quattro candele accese. La prima si lamentava: «Io sono la Pace. Ma gli uomini preferiscono la guerra: non mi resta che lasciarmi spegnere». E così accadde. La seconda disse: «Io sono la Fede. Ma gli uomini preferiscono le favole: non mi resta che lasciarmi spegnere». E così accadde. La terza candela confessò: «Io sono l'Amore. Ma gli uomini sono cattivi e incapaci di amare: non mi resta che lasciarmi spegnere». All'improvviso nella stanza comparve un bambino che, piangendo, disse: «Ho paura del buio». Allora la quarta candela disse: «Non piangere. Io resterò accesa e ti permetterò di riaccendere con la mia luce le altre candele: io sono la Speranza».
Il nome popolare di "Candelora", assegnato alla festa odierna della Presentazione del Signore, è legato alla benedizione e alla processione con le candele e fiorisce dalle parole del vecchio Simeone che così definisce Cristo: «Luce per illuminare le genti». Attorno al simbolo del cero acceso si sviluppa anche la parabola ebraica sopra sintetizzata: essa mette in scena simbolicamente la pace, che nella Bibbia è il grande dono messianico, e le tre virtù teologali. Anche in questo racconto al centro c'è un bambino, come il neonato Gesù del testo evangelico (Luca 2, 22-40): è lui a far sfavillare nuovamente le candele spente. Sì, perché sulla storia il sudario delle tenebre si allarga spegnendo le luci della pace, dono sempre sospirato, della fede che allarga gli orizzonti e dell'amore che riscalda la vita. Rimane l'ultimo filo di luce, quello della candela della Speranza. Ad essa si rivolge il bambino per riportare in vita la Pace, la Fede e l'Amore. Anche le nostre riflessioni quotidiane sono spesso segnate dallo sconforto e dal realismo che ci induce giustamente a non ignorare il male del mondo. Ma l'ultima parola dovrebbe essere sempre quella della Speranza, «il rischio da correre, anzi, il rischio dei rischi» che riesce a far sbocciare la Luce.
Poesia ( preghiera ) scritta dal prof. Carmelino Maio, il 05/08/1990, in onore alla Madonna della Montagna, venerata a Capistrano la seconda domenica di agosto.
Nella calda e afosa estate,
mentre sto seduto al mare,
mi ritrovo a Te pensare.
Sei dei monti la Regina,
Capistrano a Te s'inchina:
Tu del cielo sei splendore,
Te ha voluto il Creatore.
Noi devoti a Te pensiamo
e con fede t'imploriamo:
deh, proteggi i nostri figli
dal maligno e dai perigli.
Quando passi per la via,
benedici l'alma pia,
che Ti pensa e non si lagna:
oh, Maria della Montagna.
Quando passi per le strade,
Tu diffondi grande gioia;
chi T'invoca, chi s'infiamma,
Tu, di tutti, sei la Mamma.
C'è gran festa, gran fermento,
tutto il popolo è contento,
di poterti accompagnare
anche in Chiesa, sull'altare.
Gli emigrati, da lontano,
a Te porgono la mano,
e T'invocano, imploranti:
custodisci tutti quanti.
Sei la rosa più odorosa,
e di Dio sei madre e sposa
e, per l'uomo peccatore:
sii speranza, pace e amore.
* * *
Autore: Carmelino Maio
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