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Capistrano (VV), giovedì 2 febbraio 2023 ~ Ore : 19:21:26 • New York: 02/02/2023 13:21:26 • Tokyo: 03/02/2023 03:21:26 • Sydney: 03/02/2023 05:21:26

Settimana dell'anno n° 5 - Trimestre 1° [febbraio] Acquario ♥ ;-) • Giorni trascorsi da InizioAnno: 33 - Giorni mancanti a FineAnno: 332

Il sole sorge alle ore 07:22 e tramonta alle ore 17:26 - Presentazione del Signore (Candelora)
In una stanza silenziosa c'erano quattro candele accese. La prima si lamentava: «Io sono la pace. Ma gli uomini preferiscono la guerra: non mi resta che lasciarmi spegnere». E così accadde. La seconda disse: «Io sono la fede. Ma gli uomini preferiscono le favole: non mi resta che lasciarmi spegnere». E così accadde. La terza candela confessò: «Io sono l'amore. Ma gli uomini sono cattivi e incapaci di amare: non mi resta che lasciarmi spegnere». All'improvviso nella stanza comparve un bambino che, piangendo, disse: «Ho paura del buio». Allora la quarta candela disse: «Non piangere. Io resterò accesa e ti permetterò di riaccendere con la mia luce le altre candele: io sono la speranza». Il nome popolare di "Candelora", assegnato alla festa odierna della Presentazione del Signore, è legato alla benedizione e alla processione con le candele e fiorisce dalle parole del vecchio Simeone che così definisce Cristo: «Luce per illuminare le genti». Attorno al simbolo del cero acceso si sviluppa anche la parabola ebraica sopra sintetizzata: essa mette in scena simbolicamente la pace, che nella Bibbia è il grande dono messianico, e le tre virtù teologali. Anche in questo racconto al centro c'è un bambino, come il neonato Gesù del testo evangelico (Luca 2, 22-40): è lui a far sfavillare nuovamente le candele spente. Sì, perché sulla storia il sudario delle tenebre si allarga spegnendo le luci della pace, dono sempre sospirato, della fede che allarga gli orizzonti e dell'amore che riscalda la vita. Rimane l'ultimo filo di luce, quello della candela della speranza. Ad essa si rivolge il bambino per riportare in vita la pace, la fede e l'amore. Anche le nostre riflessioni quotidiane sono spesso segnate dallo sconforto e dal realismo che ci induce giustamente a non ignorare il male del mondo. Ma l'ultima parola dovrebbe essere sempre quella della speranza, «il rischio da correre, anzi, il rischio dei rischi» che riesce a far sbocciare la luce.

 

Il Vangelo della domenica

 

Magnis prophétæ vócibus

Tempo di Avvento

Tempus Adventus post diem 16 decembris

Tempo di Avvento dopo il giorno 16 dicembre

Ad Laudes matutinas - Hymnus

Magnis prophétæ vócibus
veníre Christum núntiant,
lætæ salútis prævia,
qua nos redémit, grátia.

Hinc mane nostrum prómicat
et corda læta exæstuant,
cum vox fidélis pérsonat
prænuntiátrix glóriæ.

Advéntus hic primus fuit,
puníre quo non sæculum
venit, sed ulcus térgere,
salvándo quod períerat.

At nos secúndus præmonet
adésse Christum iánuis,
sanctis corónas réddere
cælíque regna pándere.

Ætérna lux promíttitur
sidúsque salvans prómitur;
iam nos iubar præfúlgidum
ad ius vocat cæléstium.

Te, Christe, solum quærimus
vidére, sicut es Deus,
ut perpes hæc sit vísio
perénne laudis cánticum.

Amen.

Alle Lodi mattutine - Inno

A gran voce i profeti
annunziano che Cristo viene,
essendo portatore di lieta salvezza
la grazia con la quale ci ha redenti.

Ecco risplende il nostro mattino
e i cuori lieti si infiammano,
mentre una voce fedele risuona
preannunziatrice di gloria.

Questo primo avvento del Cristo
non fu per punire il mondo
ma per tergere le ferite
salvando ciò che era perduto.

Ma il secondo (avvento) ci avverte
che Cristo è alle porte
per dare ai buoni il premio
e aprire il regno dei cieli.

Una luce eterna è promessa
e la stella che salva si manifesta;
un astro luminoso ormai
ci chiama alla gloria dei santi.

Te soltanto, o Cristo, desideriamo
di vedere come Dio,
affinché questa perpetua contemplazione diventi
un perenne cantico di lode.

Così sia.

* * *

 

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