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Capistrano (VV), giovedě 2 febbraio 2023 ~ Ore : 19:20:49 • New York: 02/02/2023 13:20:49 • Tokyo: 03/02/2023 03:20:49 • Sydney: 03/02/2023 05:20:49

Settimana dell'anno n° 5 - Trimestre 1° [febbraio] Acquario ♥ ;-) • Giorni trascorsi da InizioAnno: 33 - Giorni mancanti a FineAnno: 332

Il sole sorge alle ore 07:22 e tramonta alle ore 17:26 - Presentazione del Signore (Candelora)
In una stanza silenziosa c'erano quattro candele accese. La prima si lamentava: «Io sono la pace. Ma gli uomini preferiscono la guerra: non mi resta che lasciarmi spegnere». E così accadde. La seconda disse: «Io sono la fede. Ma gli uomini preferiscono le favole: non mi resta che lasciarmi spegnere». E così accadde. La terza candela confessò: «Io sono l'amore. Ma gli uomini sono cattivi e incapaci di amare: non mi resta che lasciarmi spegnere». All'improvviso nella stanza comparve un bambino che, piangendo, disse: «Ho paura del buio». Allora la quarta candela disse: «Non piangere. Io resterò accesa e ti permetterò di riaccendere con la mia luce le altre candele: io sono la speranza». Il nome popolare di "Candelora", assegnato alla festa odierna della Presentazione del Signore, è legato alla benedizione e alla processione con le candele e fiorisce dalle parole del vecchio Simeone che così definisce Cristo: «Luce per illuminare le genti». Attorno al simbolo del cero acceso si sviluppa anche la parabola ebraica sopra sintetizzata: essa mette in scena simbolicamente la pace, che nella Bibbia è il grande dono messianico, e le tre virtù teologali. Anche in questo racconto al centro c'è un bambino, come il neonato Gesù del testo evangelico (Luca 2, 22-40): è lui a far sfavillare nuovamente le candele spente. Sì, perché sulla storia il sudario delle tenebre si allarga spegnendo le luci della pace, dono sempre sospirato, della fede che allarga gli orizzonti e dell'amore che riscalda la vita. Rimane l'ultimo filo di luce, quello della candela della speranza. Ad essa si rivolge il bambino per riportare in vita la pace, la fede e l'amore. Anche le nostre riflessioni quotidiane sono spesso segnate dallo sconforto e dal realismo che ci induce giustamente a non ignorare il male del mondo. Ma l'ultima parola dovrebbe essere sempre quella della speranza, «il rischio da correre, anzi, il rischio dei rischi» che riesce a far sbocciare la luce.

 

Il Vangelo della domenica

 

Chorus novæ Ierúsalem - Il coro della nuova Gerusalemme

Tempo di Pasqua - Tempus Paschale

Tempus Paschale - Usque ad Ascensionem Domini - Vel ad libitum in feriis post octavam Paschæ

Tempo di Pasqua - Fino all'Ascensione del Signore (esclusa) - Ad libitum nelle ferie dopo l'ottava di Pasqua

 

Ad Laudes matutinas - Hymnus
Vel ad libitum in feriis post octavam Paschú

AChorus novæ Ierúsalem
hymni novam dulcédinem
promat, colens cum sóbriis
paschále festum gáudiis,

quo Christus invíctus leo,
dracóne surgens óbruto,
dum voce viva pérsonat,
a morte functos éxcitat.

Quam devorárat ímprobus,
prædam refúndit tártarus;
captivitáte líbera
Jesum sequúntur ágmina.

Triúmphat ille spléndide
et dignus amplitúdine,
soli políque pátriam
unam facit rem públicam.

Ipsum canéndo súpplices
Regem precémur mílites,
ut in suo claríssimo
nos órdinet palátio.

Esto perénne méntibus
paschále, Jesu, gáudium
et nos renátos grátiæ
tuis triúmphis ággrega.

Jesu, tibi sit glória,
qui morte victa prænites,
cum Patre et almo Spíritu,
in sempitérna sæcula.

Amen.

Alle Lodi mattutine - Inno
Ad libitum nelle ferie dopo l'Ottava di Pasqua

Il coro della nuova Gerusalemme
mostri la nuova dolcezza del canto,
onorando con sobrie gioie
la festa pasquale,

nella quale Cristo, Leone invitto,
risorgendo dopo aver annientato il dragone (infernale),
risveglia i defunti da morte,
quando grida a viva voce.

L'inferno restituisce la preda,
che il malvagio aveva divorato;
le schiere, libere da schiavitù,
seguono Gesù.

Egli trionfa splendidamente
e, meritevole di ogni grandezza,
riunisce in un'unica patria
il cielo e la terra.

Supplici celebriamoLo,
da soldati supplichiamo il Re,
affinché ci disponga
nella sua reggia luminosissima.

Sii alle menti, o Gesù,
perenne gaudio pasquale,
e unisci ai tuoi trionfi
noi rinati alla grazia.

Sia gloria a Te, Gesù,
che risplendi vittorioso sulla morte,
con il Padre e il Santo Spirito
nei secoli eterni.

Così sia.

 

* * *

Autore : Fulberto di Chartres

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