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Capistrano (VV), giovedě 2 febbraio 2023 ~ Ore : 18:10:58 • New York: 02/02/2023 12:10:58 • Tokyo: 03/02/2023 02:10:58 • Sydney: 03/02/2023 04:10:58

Settimana dell'anno n° 5 - Trimestre 1° [febbraio] Acquario ♥ ;-) • Giorni trascorsi da InizioAnno: 33 - Giorni mancanti a FineAnno: 332

Il sole sorge alle ore 07:22 e tramonta alle ore 17:26 - Presentazione del Signore (Candelora)
In una stanza silenziosa c'erano quattro candele accese. La prima si lamentava: «Io sono la pace. Ma gli uomini preferiscono la guerra: non mi resta che lasciarmi spegnere». E così accadde. La seconda disse: «Io sono la fede. Ma gli uomini preferiscono le favole: non mi resta che lasciarmi spegnere». E così accadde. La terza candela confessò: «Io sono l'amore. Ma gli uomini sono cattivi e incapaci di amare: non mi resta che lasciarmi spegnere». All'improvviso nella stanza comparve un bambino che, piangendo, disse: «Ho paura del buio». Allora la quarta candela disse: «Non piangere. Io resterò accesa e ti permetterò di riaccendere con la mia luce le altre candele: io sono la speranza». Il nome popolare di "Candelora", assegnato alla festa odierna della Presentazione del Signore, è legato alla benedizione e alla processione con le candele e fiorisce dalle parole del vecchio Simeone che così definisce Cristo: «Luce per illuminare le genti». Attorno al simbolo del cero acceso si sviluppa anche la parabola ebraica sopra sintetizzata: essa mette in scena simbolicamente la pace, che nella Bibbia è il grande dono messianico, e le tre virtù teologali. Anche in questo racconto al centro c'è un bambino, come il neonato Gesù del testo evangelico (Luca 2, 22-40): è lui a far sfavillare nuovamente le candele spente. Sì, perché sulla storia il sudario delle tenebre si allarga spegnendo le luci della pace, dono sempre sospirato, della fede che allarga gli orizzonti e dell'amore che riscalda la vita. Rimane l'ultimo filo di luce, quello della candela della speranza. Ad essa si rivolge il bambino per riportare in vita la pace, la fede e l'amore. Anche le nostre riflessioni quotidiane sono spesso segnate dallo sconforto e dal realismo che ci induce giustamente a non ignorare il male del mondo. Ma l'ultima parola dovrebbe essere sempre quella della speranza, «il rischio da correre, anzi, il rischio dei rischi» che riesce a far sbocciare la luce.

 

Il Vangelo della domenica

 

Auctor salútis únice - O unico autore della salvezza

Sacro Triduo Pasquale - Sabato Santo

Sacruum Triduum Paschale - Sabbato Sancto - Passionis et resurrectionis Domini

Sacro Triduo Pasquale - Sabato Santo - Passione e resurrezione del Signore

 

Ad Vesperas - Humnus

Auctor salútis únice,
mundi redémptor ínclite,
rex, Christe, nobis ánnue
crucis fecúndæ glóriam.

Tu morte mortem díruens
vitámque vita lárgiens,
mortis minístrum súbdolum
devíceras diábolum.

Piis amóris ártibus
somno sepúlcri tráditus,
sedes reclúdis ínferi
patrésque dicis líberos.

Nunc in Paréntis déxtera
sacráta fulgens víctima,
audi, precámur, vívido
tuo redémptos sánguine,

Quo te diébus ómnibus
puris sequéntes móribus,
advérsus omnes ímpetus
crucis ferámus lábarum.

Patri, tibi, Paráclito
sit æqua, Iesu, glória,
qui nos crucis victória
concédis usque pérfrui.

Amen.

Ai Vespri - Inno

Unico autore della salvezza,
inclito Redentore del mondo,
o Re Cristo, concedi a noi
la grazia della fecondità della croce.

Tu, distruggendo la morte con la morte
ed elargendo con la vita la vita,
avevi vinto il diavolo,
subdolo ministro della morte.

Consegnato al sonno del sepolcro
dal tuo pietoso amore,
dischiudi le porte degli inferi
e dichiari liberi i padri.

Ora alla destra del Padre,
risplendendo come Sacra Vittima,
ascolta, ti preghiamo, coloro che
hai redento con il tuo vivido Sangue,

In virtù del quale, seguendo Te
con puri costumi in tutti i giorni,
opponiamo il vessillo della croce
ad ogni impeto (del nemico).

Sia uguale gloria al Padre,
al Paraclito e a Te, o Gesù,
che ci concedi di godere per sempre
della vittoria della croce.

Così sia.

 

 

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