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Il Vangelo della domenica

 

Pange, lingua, gloriósi prœlium - Canta, o lingua, la lotta del combattimento glorioso

Settimana Santa

Testo intero di Pange, Lingua, gloriósi prœlium certáminis

Ad Officium Lectionis dominicæ in Palmis de Passione Domini usque ad Nonam feriæ V Hebdomadæ sanctæ inclusive.

All'Ufficio delle Letture della domenica delle Palme (Passione del Signore) fino alla Nona della feria V (Giovedì) della Settimana Santa incluso.

 

Ad Officium lectionis - Hymnus

Latino

Pange, lingua, gloriósi
prœlium certáminis,
et super crucis tropæo
dic triúmphum nóbilem,
quáliter redémptor orbis
immolátus vícerit.

De paréntis protoplásti
fraude factor cóndolens,
quando pomi noxiális
morte morsu córruit,
ipse lignum tunc notávit,
damna ligni ut sólveret.

Hoc opus nostræ salútis
ordo depopóscerat,
multifórmis perditóris
arte ut artem fálleret,
et medélam ferret inde,
hostis unde læserat.

Quando venit ergo sacri
plenitúdo témporis,
missus est ab arce Patris
Natus, orbis cónditor,
atque ventre virgináli
carne factus pródiit.

Lustra sex qui iam perácta
tempus implens córporis,
se volénte, natus ad hoc,
passióni déditus,
agnus in crucis levátur
immolándus stípite.

Æqua Patri Filióque,
ínclito Paráclito,
sempitérna sit beátæ
Trinitáti glória,
cuius alma nos redémit
atque servat grátia.

Amen.

All'Ufficio delle Letture - Inno

Ritmica

Canta o cuore il sacrificio
di Gesù sul Gòlgota:
egli ottiene sulla Croce
un trionfo splendido;
l'immolato Redentore
vittorioso domina.

Colse Adamo il frutto amaro
dalla pianta perfida;
e la pena della morte
quella colpa merita;
ora sul divino Legno
Cristo sconta il debito.

Fu la mente del Creatore
a pensar quest'opera:
del nemico le arti stesse
contro lui ritorcere;
là dov'egli inferse i colpi
il rimedio porgere.

Quando giunse il tempo sacro
di salvare gli uomini,
fu mandato a noi dal Padre
proprio l'Unigenito,
che da un grembo verginale
volle in terra nascere.

Cristo vive per trent'anni
una vita semplice;
poi va incontro alla Passione
per sua scelta libera,
e l'agnello che s'immola
sale sul patibolo.

Gloria al Padre, gloria al Figlio
col divino Spirito;
al Dio vivo in tre persone
lode senza termine:
ci redime con amore
dato senza limiti.

Così sia.

All'Ufficio delle Letture - Inno

Traduzione

Canta, o lingua,
il glorioso combattimento
e celebra il nobile trionfo
sul trofeo della Croce,
come il Redentore del mondo,
immolato, ha vinto.

Avendo il Creatore compassione
del peccato del progenitore,
allorché questi, mangiando del pomo dannoso,
incorse nel castigo della morte,
Egli stesso fin da allora designò l'albero
che riparasse i danni dell'albero.

L'economia della nostra salvezza
richiedeva questa opera,
affinché con l'astuzia rendesse inefficace
l'astuzia del multiforme ingannatore,
e traesse il rimedio di là
donde il nemico aveva recato danno.

Quando dunque giunse
la pienezza del tempo sacro,
fu mandato dalla cittadella del Padre
il Figlio, Creatore del mondo,
e da un seno verginale
fu generato rivestito di carne.

Trascorsi trent'anni
e completata la durata della vita terrena,
Egli si offre volontariamente alla Passione,
per la quale era nato,
come Agnello è innalzato sul legno della Croce,
per esservi immolato.

Uguale gloria sia al Padre e al Figlio
e all’inclito Paraclito,
gloria eterna
alla beata Trinità,
la cui nobile grazia ci ha redenti
e ci conserva.

Così sia.

* * *

Autore: San Venanzio Fortunato

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