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Capistrano (VV), martedì 17 settembre 2019 ~ Ore : 09:07:25 - Settimana dell'anno n° 38 - Trimestre 3° [settembre] Vergine :-) ;-) - Giorni trascorsi da InizioAnno: 260 - Giorni mancanti a FineAnno: 105

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08/09/2019 - Capistrano, San Rocco - Processione Piazza Renoir

08/09/2019 - Capistrano, San Rocco - Processione via Dante Alighieri

 

Il Vangelo della domenica

Capistrano (Vibo Valentia)

Il Vangelo della domenica "letto" da padre Antonio Calafati, parroco di Capistrano (Vibo Valentia).
Grazie padre Antonio Calafati per quanto ha fatto, sta facendo e continuerà a fare per la Comunità Capistranese.

Il Santo Vangelo di domenica 15 settembre 2019

Dal Vangelo secondo Luca [Lc 15, 1-32]

Ci sarà gioia in cielo per un solo peccatore che si converte - Ita gaudium erit in cælo super uno peccatore pænitentiam

Padre Antonio Calafati

[In quel tempo,:]

         ...« Si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro».
Ed egli disse loro questa parabola: «Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova? Quando l’ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini, e dice loro: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta”. Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione.
Oppure, quale donna, se ha dieci monete e ne perde una, non accende la lampada e spazza la casa e cerca accuratamente finché non la trova? E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, e dice: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la moneta che avevo perduto”. Così, io vi dico, vi è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte».
Disse ancora: «Un uomo aveva due figli. Il più giovane dei due disse al padre: “Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta”. Ed egli divise tra loro le sue sostanze. Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei suoi campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla. Allora ritornò in sé e disse: “Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati”. Si alzò e tornò da suo padre.
Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: “Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”. Ma il padre disse ai servi: “Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”. E cominciarono a far festa.
Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò uno dei servi e gli domandò che cosa fosse tutto questo. Quello gli rispose: “Tuo fratello è qui e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo”. Egli si indignò, e non voleva entrare. Suo padre allora uscì a supplicarlo. Ma egli rispose a suo padre: “Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai disobbedito a un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che è tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grasso”. Gli rispose il padre: “Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato"..»....

 

Testo latino

Evangelium Secundum Lucam

[Lc 15, 1-32]

 

[In illo tempore,]

Erant autem appropinquan tes ei omnes publicani et pec catores, ut audirent illum. Et murmurabant pharisaei et scribae dicentes: “ Hic peccatores recipit et manducat cum illis ”. Et ait ad illos parabolam istam dicens: “ Quis ex vobis homo, qui habet centum oves et si perdiderit unam ex illis, nonne dimittit nonaginta novem in deserto et vadit ad illam, quae perierat, donec inveniat illam? Et cum invenerit eam, imponit in umeros suos gaudens et veniens domum convocat amicos et vicinos dicens illis: “Congratulamini mihi, quia inveni ovem meam, quae perierat”. Dico vobis: Ita gaudium erit in caelo super uno peccatore paenitentiam agente quam super nonaginta novem iustis, qui non indigent paenitentia. Aut quae mulier habens drachmas decem, si perdiderit drachmam unam, nonne accendit lucernam et everrit domum et quaerit diligenter, donec inveniat? Et cum invenerit, convocat amicas et vicinas dicens: “Congratulamini mihi, quia inveni drachmam, quam perdideram”. Ita dico vobis: Gaudium fit coram angelis Dei super uno peccatore paenitentiam agente ”. Ait autem: “ Homo quidam habebat duos filios. Et dixit adulescentior ex illis patri: “Pater, da mihi portionem substantiae, quae me contingit”. Et divisit illis substantiam. Et non post multos dies, congregatis omnibus, adulescentior filius peregre profectus est in regionem longinquam et ibi dissipavit substantiam suam vivendo luxuriose. Et postquam omnia consummasset, facta est fames valida in regione illa, et ipse coepit egere. Et abiit et adhaesit uni civium regionis illius, et misit illum in villam suam, ut pasceret porcos; et cupiebat saturari de siliquis, quas porci manducabant, et nemo illi dabat. In se autem reversus dixit: “Quanti mercennarii patris mei abundant panibus, ego autem hic fame pereo. Surgam et ibo ad patrem meum et dicam illi: Pater, peccavi in caelum et coram te et iam non sum dignus vocari filius tuus; fac me sicut unum de mercennariis tuis”. Et surgens venit ad patrem suum. Cum autem adhuc longe esset, vidit illum pater ipsius et misericordia motus est et accurrens cecidit supra collum eius et osculatus est illum. Dixitque ei filius: “Pater, peccavi in caelum et coram te; iam non sum dignus vocari filius tuus”. Dixit autem pater ad servos suos: “Cito proferte stolam primam et induite illum et date anulum in manum eius et calceamenta in pedes et adducite vitulum saginatum, occidite et manducemus et epulemur, quia hic filius meus mortuus erat et revixit, perierat et inventus est”. Et coeperunt epulari. Erat autem filius eius senior in agro et, cum veniret et appropinquaret domui, audivit symphoniam et choros et vocavit unum de servis et interrogavit quae haec essent. Isque dixit illi: “Frater tuus venit, et occidit pater tuus vitulum saginatum, quia salvum illum recepit”. Indignatus est autem et nolebat introire. Pater ergo illius egressus coepit rogare illum. At ille respondens dixit patri suo: “Ecce tot annis servio tibi et numquam mandatum tuum praeterii, et numquam dedisti mihi haedum, ut cum amicis meis epularer; sed postquam filius tuus hic, qui devoravit substantiam tuam cum meretricibus, venit, occidisti illi vitulum saginatum”. At ipse dixit illi: “Fili, tu semper mecum es, et omnia mea tua sunt; epulari autem et gaudere oportebat, quia frater tuus hic mortuus erat et revixit, perierat et inventus est"».

 

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