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Capistrano (VV), giovedě 2 febbraio 2023 ~ Ore : 18:28:25 • New York: 02/02/2023 12:28:25 • Tokyo: 03/02/2023 02:28:25 • Sydney: 03/02/2023 04:28:25

Settimana dell'anno n° 5 - Trimestre 1° [febbraio] Acquario ♥ ;-) • Giorni trascorsi da InizioAnno: 33 - Giorni mancanti a FineAnno: 332

Il sole sorge alle ore 07:22 e tramonta alle ore 17:26 - Presentazione del Signore (Candelora)
In una stanza silenziosa c'erano quattro candele accese. La prima si lamentava: «Io sono la pace. Ma gli uomini preferiscono la guerra: non mi resta che lasciarmi spegnere». E così accadde. La seconda disse: «Io sono la fede. Ma gli uomini preferiscono le favole: non mi resta che lasciarmi spegnere». E così accadde. La terza candela confessò: «Io sono l'amore. Ma gli uomini sono cattivi e incapaci di amare: non mi resta che lasciarmi spegnere». All'improvviso nella stanza comparve un bambino che, piangendo, disse: «Ho paura del buio». Allora la quarta candela disse: «Non piangere. Io resterò accesa e ti permetterò di riaccendere con la mia luce le altre candele: io sono la speranza». Il nome popolare di "Candelora", assegnato alla festa odierna della Presentazione del Signore, è legato alla benedizione e alla processione con le candele e fiorisce dalle parole del vecchio Simeone che così definisce Cristo: «Luce per illuminare le genti». Attorno al simbolo del cero acceso si sviluppa anche la parabola ebraica sopra sintetizzata: essa mette in scena simbolicamente la pace, che nella Bibbia è il grande dono messianico, e le tre virtù teologali. Anche in questo racconto al centro c'è un bambino, come il neonato Gesù del testo evangelico (Luca 2, 22-40): è lui a far sfavillare nuovamente le candele spente. Sì, perché sulla storia il sudario delle tenebre si allarga spegnendo le luci della pace, dono sempre sospirato, della fede che allarga gli orizzonti e dell'amore che riscalda la vita. Rimane l'ultimo filo di luce, quello della candela della speranza. Ad essa si rivolge il bambino per riportare in vita la pace, la fede e l'amore. Anche le nostre riflessioni quotidiane sono spesso segnate dallo sconforto e dal realismo che ci induce giustamente a non ignorare il male del mondo. Ma l'ultima parola dovrebbe essere sempre quella della speranza, «il rischio da correre, anzi, il rischio dei rischi» che riesce a far sbocciare la luce.

 

Il Vangelo della domenica

 

San Vittore, soldato e martire

San Vittore, soldato e martire, è il Santo Patrono di Agrate Conturbia (Novara)

Preghiera a San Vittore

O Glorioso martire San Vittore,
vero soldato di Cristo,
che nella fede in lui,
Figlio di Dio e di Maria,
col cuore fisso alla beata speranza,
trovasti la via sicura per amare il Signore
sino al sacrificio della vita,
noi ti veneriamo, ammirati e fidenti.

San Vittore, patrono di Agrate Conturbia

Vedi quanto difficili i nostri tempi,
nei quali s'è affievolita la fede
e raffreddata la carità
col rischio per le anime nostre
di eterna rovina.

Noi ci affidiamo a te
che sei il nostro protettore
e ci mostri a salvezza la Croce:
tu guardaci,
tu guidaci,
si che, imitando il tuo santo esempio,
possiamo rimanere fedeli
all'amore di Dio e del prossimo,
per meritare anche noi,
un giorno,
la felicità del Paradiso.

Così sia

Concediamo a quanti reciteranno piamente questa preghiera, l'indulgenza di duecento giorni.

† Gremigni
Arcivescovo - Vescovo di Novara
Novara 25 Marzo 1960

 

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Fonte: retro dell'immaginetta

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