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Capistrano (VV), giovedě 2 febbraio 2023 ~ Ore : 19:24:20 • New York: 02/02/2023 13:24:20 • Tokyo: 03/02/2023 03:24:20 • Sydney: 03/02/2023 05:24:20

Settimana dell'anno n° 5 - Trimestre 1° [febbraio] Acquario ♥ ;-) • Giorni trascorsi da InizioAnno: 33 - Giorni mancanti a FineAnno: 332

Il sole sorge alle ore 07:22 e tramonta alle ore 17:26 - Presentazione del Signore (Candelora)
In una stanza silenziosa c'erano quattro candele accese. La prima si lamentava: «Io sono la pace. Ma gli uomini preferiscono la guerra: non mi resta che lasciarmi spegnere». E così accadde. La seconda disse: «Io sono la fede. Ma gli uomini preferiscono le favole: non mi resta che lasciarmi spegnere». E così accadde. La terza candela confessò: «Io sono l'amore. Ma gli uomini sono cattivi e incapaci di amare: non mi resta che lasciarmi spegnere». All'improvviso nella stanza comparve un bambino che, piangendo, disse: «Ho paura del buio». Allora la quarta candela disse: «Non piangere. Io resterò accesa e ti permetterò di riaccendere con la mia luce le altre candele: io sono la speranza». Il nome popolare di "Candelora", assegnato alla festa odierna della Presentazione del Signore, è legato alla benedizione e alla processione con le candele e fiorisce dalle parole del vecchio Simeone che così definisce Cristo: «Luce per illuminare le genti». Attorno al simbolo del cero acceso si sviluppa anche la parabola ebraica sopra sintetizzata: essa mette in scena simbolicamente la pace, che nella Bibbia è il grande dono messianico, e le tre virtù teologali. Anche in questo racconto al centro c'è un bambino, come il neonato Gesù del testo evangelico (Luca 2, 22-40): è lui a far sfavillare nuovamente le candele spente. Sì, perché sulla storia il sudario delle tenebre si allarga spegnendo le luci della pace, dono sempre sospirato, della fede che allarga gli orizzonti e dell'amore che riscalda la vita. Rimane l'ultimo filo di luce, quello della candela della speranza. Ad essa si rivolge il bambino per riportare in vita la pace, la fede e l'amore. Anche le nostre riflessioni quotidiane sono spesso segnate dallo sconforto e dal realismo che ci induce giustamente a non ignorare il male del mondo. Ma l'ultima parola dovrebbe essere sempre quella della speranza, «il rischio da correre, anzi, il rischio dei rischi» che riesce a far sbocciare la luce.

 

Il Vangelo della domenica

 

San Cristoforo

San Cristoforo patrono di Barga

Inno a San Cristoforo

San Cristoforo patrono di Barga

Te cantiamo Cristoforo Santo
ch'oltre i gorghi del fiume profondo,
ottenesti invidiabile vanto,
di portare il Creatore nel mondo.

O San Cristoforo, prega per noi!

Limacciosa è la forte corrente,
rapidissima vortica l'onda;
un fanciullo ha sul viso dolente
il desìo di toccar l'altra sponda.

O San Cristoforo, prega per noi!

Te lo levi sugli omeri forti,
ogni passo ti grava più a fondo,
nel Fanciullo celato tu porti
nelle spalle il Creatore del mondo.

O San Cristoforo, prega per noi!

Fa' che noi per il mezzo alle genti
portiam Cristo con cuore sincero,
e quel sangue onde fummo redenti
ci sia guida nell'aspro sentiero.

O San Cristoforo, prega per noi!

Tu per terra, per aria, per mare
fa' sicura l'andata e il ritorno;
finché teco possiamo intonare
gloria a Dio nel suo alto soggiorno.

O San Cristoforo, prega per noi!

 

* * *

Fonte: Al tempo, nel 2004, notizie fornite dal parroco [?] di Barga

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