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Il Venerdì Santo è il giorno anniversario della Morte di Gesù. Così, in questo giorno, nel quale s'eleva sanguinante sul Calvario, in faccia al mondo intero, il trono della Croce, dall'alto del quale l'Uomo-Dio regna, la Chiesa venera questo legno e non celebra la Messa propriamente detta.
A I Vesperis dominicæ in Palmis de Passione Domini usque ad Nonam feriæ V Hebdomadæ sanctæ inclusive:
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Ad Vesperas Vexílla regis pródeunt, Quo, vulnerátus ínsuper Arbor decóra et fúlgida, Beáta, cuius brácchiis Salve, ara, salve, víctima, O crux, ave, spes única! Te, fons salútis, Trínitas, Amen. |
Ai Vespri I vessilli del re avanzano, E su questo [patibolo], ferito Albero splendente di nobiltà, Beato [albero]! Dai suoi bracci Salve, altare, salve, vittima, Ti salutiamo, o croce, unica speranza! O Trinità, sorgente di salvezza, Così sia. |
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Vexílla Regis pródeunt Quae, vulneráta lánceæ Impléta sunt quæ cóncinit Arbor decóra et fúlgida, Beáta, cujus bráchiis O Crux, Ave, spes única! Te, fons salutis, Trinitas, Amen. |
Gli stendardi del Re si avanzano; Ferito dal ferro crudele Si compiono le profezie Albero prezioso e splendente di gloria, Beata Croce, dalle cui braccia pendette Salve, o Croce, unica speranza! O Trinità, fonte di salvezza, Così sia. |
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San Venanzio Fortunato [Nel tempo ha subìto modifiche]
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