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Ad Officium lectionis et ad II Vesperas
Implénte munus débitum
Ioánne, rerum cónditor
Iordáne mersus hac die
aquam lavándo díluit,
non ipse mundári volens
de ventre natus Vírginis,
peccáta sed mortálium
suo lavácro tóllere.
Dicénte Patre quod «meus
diléctus hic est Fílius»,
suménte Sancto Spíritu
formam colúmbæ cælitus,
hoc mýstico sub nómine
micat salus Ecclésiæ;
Persóna trina cómmanet
unus Deus per ómnia.
O Christe, vita, véritas,
tibi sit omnis glória,
quem Patris atque Spíritus
splendor revélat cælitus.
Amen.
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All'Ufficio delle Letture ed ai Secondi Vespri
Compiendo Giovanni il suo dovere,
il creatore del mondo,
immerso oggi nel Giordano,
bagnandosi lava le acque,
non con l'intenzione di purificare sé stesso,
nato dal grembo della Vergine,
ma [volendo], col suo battesimo,
prendere su di sé i peccati degli uomini.
Dicendo il Padre: «Questi
è il Figlio mio, l'amato»,
prendendo lo Spirito Santo
dal cielo forma di colomba,
sotto questo mistico nome
rifulge la salvezza della Chiesa;
la Trina Persona resta
un solo Dio per tutti i secoli.
O Cristo, vita, verità,
sia ogni gloria a te,
rivelato dallo splendore celeste
del Padre e dello Spirito.
Così sia.
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