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Settimana dell'anno n° 18 - Trimestre 2 [aprile] || ♉ Toro ♥ ;-) • Giorni trascorsi da InizioAnno: 117 - Giorni mancanti a FineAnno: 248: Precisamente 0 anni, 8 mesi, 35 settimane, 248 giorni, 5955 ore, 357312 minuti, 21438753 secondi!
Capistrano, il sole 🌞 sorge alle ore 06:03 e tramonta 🌄 alle ore 19:42 - Santa Zita o Cita
In un radioso mattino di settembre un piccolo ragno giallo decise di costruire la sua tela.
Girovagò a lungo ai margini del bosco, salì su un alto albero, poi si calò giù attaccandosi al suo filo lucente e si posò su una siepe spinosa.
Lì cominciò a costruire la sua tela lasciando che il filo, lungo il quale era disceso, reggesse il lembo superiore di tutto l'impianto.
Era un'opera bella e grande che si slanciava verso l'alto, e quasi scompariva nell'azzurro del cielo. Passavano i giorni e il ragnetto
diventava grande. Quando le mosche scarseggiavano si vedeva costretto ad ampliare la tela; e questo gli era possibile proprio grazie a
quel filo che scendeva dall'alto, del quale non si riusciva a vedere la fine.
Una mattina il nostro amico, vuoi per il freddo della notte, vuoi soprattutto per la fame arretrata, si svegliò di pessimo umore
e così, di punto in bianco, decise di fare un giro d'ispezione sulla tela: controllò ogni angolo, tirò ogni filo,
rimise tutto in ordine, finché notò nella parte superiore della rete un filo teso verso l'alto di cui non ricordava la
funzione e nemmeno l'esistenza. Di tutti gli altri fili conosceva l'importanza, i punti di snodo, i ramoscelli dove erano stati fissati;
ma quel filo inesplicabile non andava da nessuna parte.
Il ragno cercò di osservare da ogni angolatura, si rizzò sulle zampette, guardò con tutti i suoi occhi… ma non riuscì a capire dove andasse a finire.
«A cosa serve questo stupido filo… - disse il ragno - via i fili inutili!». Un colpo di mandibole e… patatrac! Tutto gli rovinò addosso.
Aveva dimenticato che, un lontano mattino di settembre, lui stesso era sceso giù da quel filo, e da lì aveva iniziato a
tessere la sua tela. Ora, invece, si trovava a giacere sulle foglie della siepe spinosa, imprigionato nella sua stessa rete divenuta
ormai un piccolo, umido cencio. Era bastato un solo istante per distruggere una magnifica opera e soltanto perché non era
riuscito a capire l'importanza di quel "filo dall'alto".
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