Sei in >> Capistrano >> Cronaca >> Raccomandata PT - Articolo di Antonio Pasceri

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Capistrano (VV), giovedě 2 febbraio 2023 ~ Ore : 19:53:38 • New York: 02/02/2023 13:53:38 • Tokyo: 03/02/2023 03:53:38 • Sydney: 03/02/2023 05:53:38

Settimana dell'anno n° 5 - Trimestre 1° [febbraio] Acquario ♥ ;-) • Giorni trascorsi da InizioAnno: 33 - Giorni mancanti a FineAnno: 332

Il sole sorge alle ore 07:22 e tramonta alle ore 17:26 - Presentazione del Signore (Candelora)
In una stanza silenziosa c'erano quattro candele accese. La prima si lamentava: «Io sono la pace. Ma gli uomini preferiscono la guerra: non mi resta che lasciarmi spegnere». E così accadde. La seconda disse: «Io sono la fede. Ma gli uomini preferiscono le favole: non mi resta che lasciarmi spegnere». E così accadde. La terza candela confessò: «Io sono l'amore. Ma gli uomini sono cattivi e incapaci di amare: non mi resta che lasciarmi spegnere». All'improvviso nella stanza comparve un bambino che, piangendo, disse: «Ho paura del buio». Allora la quarta candela disse: «Non piangere. Io resterò accesa e ti permetterò di riaccendere con la mia luce le altre candele: io sono la speranza». Il nome popolare di "Candelora", assegnato alla festa odierna della Presentazione del Signore, è legato alla benedizione e alla processione con le candele e fiorisce dalle parole del vecchio Simeone che così definisce Cristo: «Luce per illuminare le genti». Attorno al simbolo del cero acceso si sviluppa anche la parabola ebraica sopra sintetizzata: essa mette in scena simbolicamente la pace, che nella Bibbia è il grande dono messianico, e le tre virtù teologali. Anche in questo racconto al centro c'è un bambino, come il neonato Gesù del testo evangelico (Luca 2, 22-40): è lui a far sfavillare nuovamente le candele spente. Sì, perché sulla storia il sudario delle tenebre si allarga spegnendo le luci della pace, dono sempre sospirato, della fede che allarga gli orizzonti e dell'amore che riscalda la vita. Rimane l'ultimo filo di luce, quello della candela della speranza. Ad essa si rivolge il bambino per riportare in vita la pace, la fede e l'amore. Anche le nostre riflessioni quotidiane sono spesso segnate dallo sconforto e dal realismo che ci induce giustamente a non ignorare il male del mondo. Ma l'ultima parola dovrebbe essere sempre quella della speranza, «il rischio da correre, anzi, il rischio dei rischi» che riesce a far sbocciare la luce.

 

Fonte : Gazzetta del Sud
Data : 10 settembre 2014
Autore : Antonio Pasceri

 

CAPISTRANO

Raccomandata ferma da 15 giorni

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Antonio Pasceri
CAPISTRANO
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Una raccomandata spedita dall'ufficio postale di Capistrano il 22 agosto 2014 e da consegnare a Catanzaro non è stata ancora recapitata al destinatario.
Nonostante la raccomandata abbia percorso in quattro giorni (dal 22 al 26 agosto 2014) i 70 chilometri circa di distanza che separano Capistrano da Catanzaro, il plico piccolo postale è fermo inspiegabilmente dal 26 agosto 2014 al centro postale di Catanzaro e non riesce a smuoversi per completare il suo percorso di qualche chilometro al fine di essere consegnato al suo legittimo destinatario.
La raccomandata, in base ai tempi di consegna riportati anche nel sito delle Poste Italiane, sarebbe dovuta pervenire al destinatario «entro 48 ore dalla data di postalizzazione». Dal 26 agosto, la raccomandata risulta invece «in lavorazione presso il centro postale di Catanzaro centro».
A nulla sarebbe sortita nemmeno la lettera di reclamo on-line che il 4 settembre 2014 avrebbe trasmesso il mittente, il quale si sarebbe rivolto, inutilmente, persino al telefono verde 803160, anche perché, per giustificare un possibile ritardo di consegna, si sarebbe dovuta verificare una «causa di forza maggiore, come grandine, neve, terremoto, indirizzo errato».

 

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Fonte : Gazzetta del Sud del 10/09/2014 - Autore Antonio Pasceri

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