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Capistrano (VV), giovedì 2 febbraio 2023 ~ Ore : 18:26:56 • New York: 02/02/2023 12:26:56 • Tokyo: 03/02/2023 02:26:56 • Sydney: 03/02/2023 04:26:56

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Il sole sorge alle ore 07:22 e tramonta alle ore 17:26 - Presentazione del Signore (Candelora)
In una stanza silenziosa c'erano quattro candele accese. La prima si lamentava: «Io sono la pace. Ma gli uomini preferiscono la guerra: non mi resta che lasciarmi spegnere». E così accadde. La seconda disse: «Io sono la fede. Ma gli uomini preferiscono le favole: non mi resta che lasciarmi spegnere». E così accadde. La terza candela confessò: «Io sono l'amore. Ma gli uomini sono cattivi e incapaci di amare: non mi resta che lasciarmi spegnere». All'improvviso nella stanza comparve un bambino che, piangendo, disse: «Ho paura del buio». Allora la quarta candela disse: «Non piangere. Io resterò accesa e ti permetterò di riaccendere con la mia luce le altre candele: io sono la speranza». Il nome popolare di "Candelora", assegnato alla festa odierna della Presentazione del Signore, è legato alla benedizione e alla processione con le candele e fiorisce dalle parole del vecchio Simeone che così definisce Cristo: «Luce per illuminare le genti». Attorno al simbolo del cero acceso si sviluppa anche la parabola ebraica sopra sintetizzata: essa mette in scena simbolicamente la pace, che nella Bibbia è il grande dono messianico, e le tre virtù teologali. Anche in questo racconto al centro c'è un bambino, come il neonato Gesù del testo evangelico (Luca 2, 22-40): è lui a far sfavillare nuovamente le candele spente. Sì, perché sulla storia il sudario delle tenebre si allarga spegnendo le luci della pace, dono sempre sospirato, della fede che allarga gli orizzonti e dell'amore che riscalda la vita. Rimane l'ultimo filo di luce, quello della candela della speranza. Ad essa si rivolge il bambino per riportare in vita la pace, la fede e l'amore. Anche le nostre riflessioni quotidiane sono spesso segnate dallo sconforto e dal realismo che ci induce giustamente a non ignorare il male del mondo. Ma l'ultima parola dovrebbe essere sempre quella della speranza, «il rischio da correre, anzi, il rischio dei rischi» che riesce a far sbocciare la luce.

 

 

Fonte : Gazzetta del Sud
Data : 15 settembre 2014
Autore : Antonio Pasceri

 

 

 

Fede e tradizione a Capistrano

Conclusa la festa di San Rocco in un tripudio di luci e colori

Rinnovato un rito
che si ripete
ormai da 157 anni

 

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Antonio Pasceri
CAPISTRANO
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Stefania Ceniviva, Antonio Calafati, Roberto Caputo, Giuseppe Fortunato

Si è conclusa la 157.esima festa di San Rocco che ricade nella seconda domenica di settembre, da quando, nel 1847, a devozione dei fedeli Capistranesi, il noto scultore serrese Venanzio Pisani scolpì la stupenda statua lignea che viene portata in processione per le vie del paese.
Appare opportuno ricordare che lo scultore Pisani, prima della statua di San Rocco, scolpì per la chiesa parrocchiale di Capistrano e a devozione del notaio Mariano Lo Moro, la statua di San Francesco di Paola e che in quei tempi la "scuola serrese" ben competeva con quella famosa "napoletana".

In processione
la statua
scolpita nel 1847
dal serrese
Venanzio Pisani

Ogni sera, a partire da giovedì 4 e fino a sabato 13, i fedeli hanno partecipato alla novena, officiata dall'attivo parroco don Antonio Calafati, il quale ha anche provveduto direttamente a ornare in modo da tutti giudicato "meraviglioso" l'altare maggiore con fiori che richiamano i colori della statua di San Rocco. Alcune vie e piazze sono state allietate da luminarie e, nei giorni di sabato e domenica, tutte le vie dell'abitato sono state rallegrate dalle note del complesso bandistico "Città di Capistrano", che, sotto la direzione del giovanissimo e promettente maestro Raffaele Maida, si è esibito in un concerto serale nella piazza Renoir.
Al termine del concerto i fedeli hanno assistito allo spettacolo dei fuochi artificiali. Ieri mattina, i fedeli hanno portato in chiesa i loro "voti", cioè dei dolci ("taradhi"). Nel pomeriggio, per le vie e viuzze del centro, è stata portata in processione la statua lignea di San Rocco. Al termine della processione, il parroco Calafati ha ringraziato i fedeli e, per l'efficiente collaborazione, il sindaco Roberto Marcello Caputo con gli amministratori, i Carabinieri con a capo il loro comandante la stazione di Monterosso - Capistrano, maresciallo Giuseppe Fortunato, il comandante dei vigili urbani Stefania Ceniviva. I festeggiamenti civili sono stati conclusi dall'Associazione Teatro popolare di San Costantino Calabro che ha presentato la brillante commedia "Cani e gatti".
La festa di San Rocco conclude, in Capistrano, come da secolare tradizione, i festeggiamenti estivi e per avere nuovi spettacoli in piazza si dovrà attendere il mese di agosto, che vedrà, come da consuetudine, il rientro di centinaia di emigrati Capistranesi dal Canada, Australia e dalle altre regioni italiane.

 

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Fonte : Gazzetta del Sud del 15/09/2014 - Autore Antonio Pasceri

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