Sei in >> Capistrano >> Cronaca >> Vallelonga: Serate nella Basilica con concerti d'organo - Articolo di Antonio Pasceri

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Capistrano (VV), giovedě 2 febbraio 2023 ~ Ore : 19:48:51 • New York: 02/02/2023 13:48:51 • Tokyo: 03/02/2023 03:48:51 • Sydney: 03/02/2023 05:48:51

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Il sole sorge alle ore 07:22 e tramonta alle ore 17:26 - Presentazione del Signore (Candelora)
In una stanza silenziosa c'erano quattro candele accese. La prima si lamentava: «Io sono la pace. Ma gli uomini preferiscono la guerra: non mi resta che lasciarmi spegnere». E così accadde. La seconda disse: «Io sono la fede. Ma gli uomini preferiscono le favole: non mi resta che lasciarmi spegnere». E così accadde. La terza candela confessò: «Io sono l'amore. Ma gli uomini sono cattivi e incapaci di amare: non mi resta che lasciarmi spegnere». All'improvviso nella stanza comparve un bambino che, piangendo, disse: «Ho paura del buio». Allora la quarta candela disse: «Non piangere. Io resterò accesa e ti permetterò di riaccendere con la mia luce le altre candele: io sono la speranza». Il nome popolare di "Candelora", assegnato alla festa odierna della Presentazione del Signore, è legato alla benedizione e alla processione con le candele e fiorisce dalle parole del vecchio Simeone che così definisce Cristo: «Luce per illuminare le genti». Attorno al simbolo del cero acceso si sviluppa anche la parabola ebraica sopra sintetizzata: essa mette in scena simbolicamente la pace, che nella Bibbia è il grande dono messianico, e le tre virtù teologali. Anche in questo racconto al centro c'è un bambino, come il neonato Gesù del testo evangelico (Luca 2, 22-40): è lui a far sfavillare nuovamente le candele spente. Sì, perché sulla storia il sudario delle tenebre si allarga spegnendo le luci della pace, dono sempre sospirato, della fede che allarga gli orizzonti e dell'amore che riscalda la vita. Rimane l'ultimo filo di luce, quello della candela della speranza. Ad essa si rivolge il bambino per riportare in vita la pace, la fede e l'amore. Anche le nostre riflessioni quotidiane sono spesso segnate dallo sconforto e dal realismo che ci induce giustamente a non ignorare il male del mondo. Ma l'ultima parola dovrebbe essere sempre quella della speranza, «il rischio da correre, anzi, il rischio dei rischi» che riesce a far sbocciare la luce.

 

 

Fonte : Gazzetta del Sud
Data : 19 agosto 2014
Autore : Antonio Pasceri

 

Vallelonga: Serate nella basilica con concerti d'organo

Apprezzata rassegna curata nei particolari da don Vincenzo Barbieri

I maestri Verdicchio e Golizio
ospiti d'onore della consolidata manifestazione

Don Vincenzo Barbieri

Don Vincenzo Barbieri.

Direttore del coro polifonico della Diocesi

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Antonio Pasceri
VALLELONGA
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Si sono svolti a Vallelonga, piccola cittadina del versante tirrenico delle Serre vibonesi, sorta dalle macerie della bizantina Nicefora e più volte saccheggiata dai Saraceni, alcuni dei concerti di organo previsti per l'estate 2014 e che da alcuni decenni vengono organizzati dall'attivo parroco don Vincenzo Barbieri, già docente in vari conservatori di musica e direttore del coro polifonico della diocesi di Mileto, nonché organizzatore, del decennale concorso nazionale per giovani organisti.

Le serate organistiche, che hanno visto la partecipazione di numerosi spettatori provenienti anche dai paesi vicini, sono state possibili grazie all'impegno del parroco che ha fornito di un meraviglioso organo a canne la chiesa parrocchiale di Vallelonga.

Le serate organistiche di Vallelonga, come il concorso nazionale, si svolgono nella basilica dopo la seconda domenica di luglio che è dedicata alla festa di Santa Maria di Monserrato che vede giungere nel piccolo centro migliaia di pellegrini da varie zone della Calabria. Molti di tali pellegrini giungono nella serata di sabato e trascorrono, come da secolare tradizione, la notte nella basilica, in attesa della domenica per partecipare ai riti sacri e all'imponente processione del sacro simulacro per le vie del paese e con sosta anche nell'attiguo boschetto di secolari querce, mentre il canto dei pellegrini ed il suono del complesso musicale intonano solennemente canti in onore della Vergine di Monserrato.

In questa splendida basilica, circondata da una grande piazza e dal secolare "boschetto", dove turisti e villeggianti trovano, in estate, piacevole trascorre fresche giornate di relax, si sono concluse le "serate organistiche vallelonghesi" alle quali hanno partecipato, fra gli altri, il maestro Mario Verdicchio e il maestro Matteo Francesco Golizio.

 

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Fonte : Gazzetta del Sud del 19/08/2014 - Autore Antonio Pasceri

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