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Capistrano (VV), giovedě 2 febbraio 2023 ~ Ore : 18:31:19 • New York: 02/02/2023 12:31:19 • Tokyo: 03/02/2023 02:31:19 • Sydney: 03/02/2023 04:31:19

Settimana dell'anno n° 5 - Trimestre 1° [febbraio] Acquario ♥ ;-) • Giorni trascorsi da InizioAnno: 33 - Giorni mancanti a FineAnno: 332

Il sole sorge alle ore 07:22 e tramonta alle ore 17:26 - Presentazione del Signore (Candelora)
In una stanza silenziosa c'erano quattro candele accese. La prima si lamentava: «Io sono la pace. Ma gli uomini preferiscono la guerra: non mi resta che lasciarmi spegnere». E così accadde. La seconda disse: «Io sono la fede. Ma gli uomini preferiscono le favole: non mi resta che lasciarmi spegnere». E così accadde. La terza candela confessò: «Io sono l'amore. Ma gli uomini sono cattivi e incapaci di amare: non mi resta che lasciarmi spegnere». All'improvviso nella stanza comparve un bambino che, piangendo, disse: «Ho paura del buio». Allora la quarta candela disse: «Non piangere. Io resterò accesa e ti permetterò di riaccendere con la mia luce le altre candele: io sono la speranza». Il nome popolare di "Candelora", assegnato alla festa odierna della Presentazione del Signore, è legato alla benedizione e alla processione con le candele e fiorisce dalle parole del vecchio Simeone che così definisce Cristo: «Luce per illuminare le genti». Attorno al simbolo del cero acceso si sviluppa anche la parabola ebraica sopra sintetizzata: essa mette in scena simbolicamente la pace, che nella Bibbia è il grande dono messianico, e le tre virtù teologali. Anche in questo racconto al centro c'è un bambino, come il neonato Gesù del testo evangelico (Luca 2, 22-40): è lui a far sfavillare nuovamente le candele spente. Sì, perché sulla storia il sudario delle tenebre si allarga spegnendo le luci della pace, dono sempre sospirato, della fede che allarga gli orizzonti e dell'amore che riscalda la vita. Rimane l'ultimo filo di luce, quello della candela della speranza. Ad essa si rivolge il bambino per riportare in vita la pace, la fede e l'amore. Anche le nostre riflessioni quotidiane sono spesso segnate dallo sconforto e dal realismo che ci induce giustamente a non ignorare il male del mondo. Ma l'ultima parola dovrebbe essere sempre quella della speranza, «il rischio da correre, anzi, il rischio dei rischi» che riesce a far sbocciare la luce.

 

 

Fonte : Gazzetta del Sud
Data : 10 maggio 2015
Autore : Antonio Pasceri

 

 

 

Furto a Capistrano

I ladri svuotano un agriturismo

Danni ingentissimi la refurtiva ammonta a 70mila euro

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Antonio Pasceri
CAPISTRANO
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Ignoti ladri e vandali sono penetrati, con scasso, nell'agriturismo "Oasi di Netto" che da anni è stato realizzato in Capistrano, ai margini della strada provinciale Capistrano - Liga - statale 110, da Angelina Cantafio.
I ladri, dopo aver forzato il lucchetto di uno dei due cancelli d'ingresso, sarebbero entrati con il loro automezzo, posizionandolo, poi, nel retro dell'edificio. I malviventi, particolarmente specializzati ed attrezzati (per cui, questa volta, per molti non sarebbero della zona) dopo aver con ulteriore scasso aperto la porta d'ingresso, sarebbero penetrati all'interno, provvedendo a smontare e asportare quindici tra infissi interni ed esterni e la vetrata antisfondo ed antiproiettile dell'ampia sala ristorante, anch'essa posta nel retro dell'edificio. Dalla sala ristorante, inoltre, i ladri avrebbero portato via 15 tavolini, 60 sedie, due divani, otto lampioncini in ferro battuto, un televisore, mentre dalla cucina avrebbero prelevato la centralina del termo camino, una cucina componibile con forno elettrico, lavastoviglie, frigorifero, congelatore. Dagli altri vani dell'edificio, avrebbero staccato e portato via diversi lampadari, 15 radiatori termoarredati, due caldaie Beretta (grandi), una lavatrice, dei mobili antichi consistenti in tre comodini, un armadio ed una credenza, specchi da toilette, tovaglie per i tavoli, posate da ristorante, lenzuola per i letti. Dal vano-magazzino, sarebbero stati rubati vari attrezzi agricoli, fra cui due decespugliatori, una motosega, un tosaerba.
Il comandante della stazione di Carabinieri di Monterosso - Capistrano, maresciallo Giuseppe Fortunato, ha provveduto al sopralluogo e avviato le indagini per individuare i responsabili. I danni ammontano a circa 70mila euro.
«Appare, comunque, opportuno e necessario - ha evidenziato il sindaco Caputo - che, nonostante alcuni incresciosi atti teppistici o criminali, da qualche tempo, grazie al comandante della Compagnia dei Carabinieri di Serra San Bruno, capitano Stefano Esposito Vangone, e al comandante della stazione dei Carabinieri di Monterosso - Capistrano sia i centri abitati che i territori di loro competenza sono oggetto di maggiore attenzione e vigilanza».

 

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Fonte : Gazzetta del Sud del 10/05/2015 - Autore : Antonio Pasceri

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