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Fonte : Gazzetta del Sud
Data : 09 aprile 2017
Autore : Antonio Pasceri
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A Capistrano per sperare in un abbondante raccolto
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Antonio Pasceri
CAPISTRANO
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La domenica delle Palme è vissuta fra fede e tradizione, nel ricordo di Gesù che, entrando in Gerusalemme in sella
ad un asino, venne osannato dalla folla agitando festosamente rami di palma e ramoscelli di ulivo. Tale avvenimento viene ricordato a
Capistrano da centinaia di fedeli che si radunano all'ingresso Est dell'abitato, al termine di Via Roma, dove è ubicato il "Calvario",
per attendere, con fasci di rametti di ulivo e palme, il parroco accompagnato dal sindaco e da pochi fedeli.
Il raduno e l'attesa dei fedeli al "Calvario" è una tradizione di alcuni decenni, perché in precedenza la benedizione avveniva nella
piazzetta antistante la Chiesa per poi recarsi tutti al "Calvario" agitando festosamente i fasci di rami di ulivo e di palma. Il parroco,
vestito con paramenti sacri di colore rosso nel piazzale antistante al Calvario, dopo una breve omelia ed una preghiera di circostanza con i
fedeli, benedice le centinaia di fasci di rametti di ulivo e di palme che i fedeli, con le mani, rivolgono verso il cielo. Poi, in processione,
sacerdote e fedeli ritornano, festosi, in chiesa per assistere alla celebrazione della santa messa. Ognuno, poi, porta i fasci di rametti di ulivo
e palma in famiglia per essere deposti in parte all'interno dell'ingresso di casa, per salvaguardarla da tutti i mali, ed in parte per essere portati
in campagna per conficcarli nel terreno al fine di ottenere la benedizione dello stesso con la speranza di avere un ottimo e abbondante
raccolto. Una tradizione, questa, che affonda le radici in tempi remoti, quando la stragrande maggioranza della popolazione viveva di
agricoltura locale.
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Fonte : Gazzetta del Sud del 09/04/2017 - Autore : Antonio Pasceri
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