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Capistrano (VV), giovedì 2 febbraio 2023 ~ Ore : 19:15:18 • New York: 02/02/2023 13:15:18 • Tokyo: 03/02/2023 03:15:18 • Sydney: 03/02/2023 05:15:18

Settimana dell'anno n° 5 - Trimestre 1° [febbraio] Acquario ♥ ;-) • Giorni trascorsi da InizioAnno: 33 - Giorni mancanti a FineAnno: 332

Il sole sorge alle ore 07:22 e tramonta alle ore 17:26 - Presentazione del Signore (Candelora)
In una stanza silenziosa c'erano quattro candele accese. La prima si lamentava: «Io sono la pace. Ma gli uomini preferiscono la guerra: non mi resta che lasciarmi spegnere». E così accadde. La seconda disse: «Io sono la fede. Ma gli uomini preferiscono le favole: non mi resta che lasciarmi spegnere». E così accadde. La terza candela confessò: «Io sono l'amore. Ma gli uomini sono cattivi e incapaci di amare: non mi resta che lasciarmi spegnere». All'improvviso nella stanza comparve un bambino che, piangendo, disse: «Ho paura del buio». Allora la quarta candela disse: «Non piangere. Io resterò accesa e ti permetterò di riaccendere con la mia luce le altre candele: io sono la speranza». Il nome popolare di "Candelora", assegnato alla festa odierna della Presentazione del Signore, è legato alla benedizione e alla processione con le candele e fiorisce dalle parole del vecchio Simeone che così definisce Cristo: «Luce per illuminare le genti». Attorno al simbolo del cero acceso si sviluppa anche la parabola ebraica sopra sintetizzata: essa mette in scena simbolicamente la pace, che nella Bibbia è il grande dono messianico, e le tre virtù teologali. Anche in questo racconto al centro c'è un bambino, come il neonato Gesù del testo evangelico (Luca 2, 22-40): è lui a far sfavillare nuovamente le candele spente. Sì, perché sulla storia il sudario delle tenebre si allarga spegnendo le luci della pace, dono sempre sospirato, della fede che allarga gli orizzonti e dell'amore che riscalda la vita. Rimane l'ultimo filo di luce, quello della candela della speranza. Ad essa si rivolge il bambino per riportare in vita la pace, la fede e l'amore. Anche le nostre riflessioni quotidiane sono spesso segnate dallo sconforto e dal realismo che ci induce giustamente a non ignorare il male del mondo. Ma l'ultima parola dovrebbe essere sempre quella della speranza, «il rischio da correre, anzi, il rischio dei rischi» che riesce a far sbocciare la luce.

 

 

Fonte : Gazzetta del Sud
Data : 12 febbraio 2017
Autore : Antonio Pasceri

 

 

 

Sezione Avis di Capistrano

Tommaso Mandaliti lascia ai più giovani

Rinnnnovate le cariche con Francesco Pasceri eletto presidente

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Antonio Pasceri
CAPISTRANO
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Dopo dieci anni uno dei fondatori
passa la mano lasciando in eredità
oltre 150 volontari
Capistrano: Tommaso Mandaliti lascia ai più giovani

L'assemblea generale dei soci dell'Avis delle sezione comunale di Capistrano, riunitasi nella sala consiliare del palazzo municipale di Capistrano, con la presenza del vicepresidente di Avis regionale Biagio Cutrì e del presidente di Avis provinciale di Vibo Valentia Nicodemo Napoli, ha eletto il nuovo comitato direttivo, per il quadriennio 2017-2021, nelle persone dei soci Francesco Pasceri (presidente), Raffaele Mazzè (vicepresidente), Milena Valotta (segretaria), Leonarda Augurusa (tesoriera), Maria Giososano, Felicia Vellone ed Angelo Talesa (consiglieri).
Il rinnovo delle cariche è avvenuto in concomitanza del decimo anno dalla fondazione dell'Avis comunale di Capistrano, che si costituì il 13 gennaio 2007 ad iniziativa di alcuni volenterosi con capofila Tommaso Mandaliti che fu eletto e sempre riconfermato alla carica di presidente. Mandaliti, avendo ricoperto la carica di presidente dalla fondazione ad oggi, ha inteso dimettersi sia perché lo statuto prevede al massimo due mandati (e lui, per volontà dei soci) ne aveva fatti già due e mezzo sia per dare spazio ad un comitato e ad un presidente decisamente giovani e desiderosi di operare nel volontariato.
Il presidente Mandaliti, nel suo intervento, oltre ad assicurare la sua vicinanza ed esperienza alla nuova dirigenza, ha evidenziatoche «la raccolta di sangue è avvenuta sempre con buoni e riconosciuti risultati». Mandaliti ha ringraziato i presenti ed i numerosi soci donatori, fra i quali quelli che ancora in attività, avendo superato il numero di cinquanta donazioni, sono stati insigniti di attestato di benemerenza e distintivo in oro (il capistranese Natale Valotta e il sannicolese Vincenzo La Vecchia) e quelli che sono stati più costanti alle donazioni e fra essi i coniugi Giuseppe Mesiano (alias "Lambretta") e la moglie Maria Mandaliti, che hanno superato le venticinque donazioni.
Da tutti i presenti è stato unanimemente riconosciuto che sotto la guida dell’energ'co presidente Mandaliti, l'Avis capistranese ha avuto un'intensa, continua e proficua ascesa, anche perché l'associazione capistranese ha oltre 150 donatori periodici ed è, rispetto al numero degli abitanti, quella che offre il maggiore contributo alle donazioni di sangue.

 

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Fonte : Gazzetta del Sud del 12/02/2017 - Autore : Antonio Pasceri

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