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Gli occhi di Maria

Gli occhi di Maria

Quest'anno, la novena della "Vergine del Soccorso", ha trovato in me una situazione speciale: mi sono "connessa" negli occhi di Maria. Averla difronte, a pochi centimetri, nella sua grandiosità e bellezza, nel suo portento di Regina del mondo, tra luci e fiori, canti e preghiere, ha instaurato un diretto rapporto di filiazione in cui lo Spirito Santo ha agito in modo diretto. La fede, che non si cela dietro il bigottismo, sa vedere al di là dell'apparente sensazionalità e si sofferma a contemplare il potere regale che ha Maria.
In una statua, in un dipinto, possiamo scorgere quanto di più bello l'artista ha saputo infondere nell'opera. La fede va oltre l'apparenza, sa guardare dentro il Mistero dell'Infinito e, soltanto allora, la preghiera, lo sguardo, si proietta nella perfetta sintonia di pensieri, di sentimenti e di volontà con Dio stesso. Io, durante la funzione Mariana, guardavo gli occhi di Maria, abbagliati di luce, e mi perdevo dentro quella sua sublime espressione citata da Luca nel suo Vangelo: "Avvenga di me quello che hai detto" (Lc 1,38). Questa frase collocava, ai miei occhi, gli occhi di Maria, accanto alla potenza creatrice di Dio. Sappiamo che quando Dio parla, tutto si compie, nessuna parola rimane inadempiuta davanti a Lui. E Maria, sua dimora, sua figlia, sua sposa e Madre può legittimamente dare ordini al creato perché si compia tutto quello che il Signore Dio ha detto. Un giorno, infatti, Maria, in modo perentorio, ha ordinato ai servi della casa di Cana: "Fate tutto quello che Egli vi dirà" (Gv 2, 1-11). E allora, il Figlio suo, i servi, tutto si pose a disposizione della Regina del mondo. Cosciente di questo, io pregavo, guardando i suoi occhi, perché l'epoca travagliata che stiamo vivendo, cerchi il segno, il comando di Maria, la sua direzione, i suoi suggerimenti. E il suo comando è sempre lo stesso. «Fate tutto quello che Egli vi dirà!». Allora per guardare gli occhi di Maria, non basta tirare un sospiro di sollievo, non basta sentirsi a posto con la propria coscienza, anche il banco dove sei seduta comincia a diventare scomodo e le domande che ti poni sono tante e scomode anch'esse. Perché proprio mentre la guardi capisci quanto Lei è grande nella sua umiltà. Serva del Signore si è definita, io invece mi chiedevo perché la vedevo così eccelsa e magnifica.
Tornata a casa, cercavo di capire cos'è per me la bellezza, domandandomi se ci fosse qualcosa di più bello degli occhi di Maria. E allora pensavo alle cose che reputo belle: il sorriso dei miei cari, il saluto degli amici, il cielo ammantato di stelle, i meravigliosi campi di tulipani gialli che sorridono al sole di primavera. E poi ancora pensavo alle canzoni che amo ascoltare, come quelle di Venditti che riempivano i miei pomeriggi nel lungo lockdown forzato. Oppure alla bellezza di un saluto di un amico ritrovato, dopo anni di silenzi e indifferenza. Però tutta questa bellezza, non esauriva la grandiosità degli occhi di Maria. Io stessa non riuscivo a capire perché quella fretta a correre da Lei, per cercarla e specchiarmi nei suoi occhi di Madre. Eh sì che le grazie da chiedere alla sua intercessione sono tante: una, due ... mille, e Maria lo sa, e sta accanto a trasmettere serenità e fortezza. Lei, quest'anno mi ha regalato un dono. Io ho abbracciato questo dono perché l'ho sentito addosso come la più bella carezza.

Monterosso Calabro 7 Luglio 2020 Barbara Esposito

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Autore : Barbara Esposito

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