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Buona Notte, visitatore, il tuo numero IP è: 216.73.216.248 - Fanne buon uso 😉 — Pasqua sarà e⁄o è stata il 05/04/2026 ||   🌚 🌛 🌝 🌜 Fasi lunari dell'anno in corso

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Settimana dell'anno n° 44 - Trimestre 4 [ottobre] || ♏ Scorpione ♥ ;-) • Giorni trascorsi da InizioAnno: 300 - Giorni mancanti a FineAnno: 65: Precisamente 0 anni, 2 mesi, 9 settimane, 65 giorni, 1582 ore, 94930 minuti, 5695837 secondi!

Capistrano, il sole 🌞 sorge alle ore 06:15 e tramonta 🌄 alle ore 17:03 - Sant'Evaristo (Papa)

 

Farfalla

Chi scrive lascia una traccia al sopravvivere del tempo. Nora scrive. Le sue storie pullulano di sensazioni come melodie cullate dal vento. La penna arabesca parole e, al pari di una farfalla, si posa sulle sue naturali inclinazioni. Ella spia le tempeste del cuore pronta a spalancarne i sentimenti. Nora, dunque, è farfalla? Se si posa su un fiore, lo è. Lo fa quando le sue difese stanno per crollare e vuole farsi forza sulle ragioni del suo esistere. Frena i suoi comportamenti istintivi, ma non la sua indipendenza. Libera, coglie le sfumature sui possibili scenari del mondo. «Siediti», le disse un giorno, in cui era farfalla, Andrea. "Tu hai il bisogno esistenziale di rendere sgombro ogni affanno; hai il raro privilegio di voler trovare la felicità e, questa consapevolezza, te la porti ovunque". Nora abbassò la testa per il timore che lui la vedesse arrossire, non voleva, in quel momento, accadesse. Per distrarsi si girò a guardare la campagna, mentre si sentiva agitata da una straordinaria emozione. Intorno al verde notò qualche alto castagno; nell'alzare gli occhi scrutò il cielo e l'esistenza e l'universo erano così vicini. Si sedette accanto all'uomo senza dire una parola. Vulnerabile, ora, lo era perché la forza intellettuale del suo interlocutore spingeva in salita. Lei, sobria e testarda, tratteneva parole rispondendo a monosillabi: «si»; «no». In fondo, la farfalla, non è modellata da alcun potere, neanche quello mentale. S'innalza leggera, lontana da errate manipolazioni. Nora stava chiudendo le sue ali, così come, quando piove, la farfalla cerca riparo sotto le piante, si protegge per poi tornare a volare non appena riappare il sole. La farfalla diurna vola sempre di giorno, ha antenne a forma di clave e il buio non le interessa, in fondo, è conosciuta per la sua bellezza ed eleganza. Ma allora cos'erano quelle due lacrime che scendevano da occhi lucidi di malinconia. Guardava triste le sue mani per non alzare ancora lo sguardo mentre intorno profumava la vita. «Conosci il Paradiso?», disse d'un tratto Nora facendosi forza sulla sola ragione del suo esistere. Ci fu, in quel momento, uno scambio di ruoli e dalla voce dell'uomo incredulo uscirono limpide parole: «Stai cercando di portarmi fuori binario, non voglio e non posso risponderti, non ora. Sei qui accanto, scevra da ogni ipocrisia, il battito del tuo cuore giunge fino a me». Nora pensò che anche le farfalle hanno una specie di cuore, organo che pulsa in tutta la linfa del loro essere. Credette, ancora con più intensità, che esse sono simbolo di grazia, recano messaggi di trasformazione, rigenerazione, speranza. Rinascita dell'anima, continuava a riflettere, si liberano dall'involucro della materia e diventano immortali. Nora non lasciava tempo alle passioni di intimorirla, non sarebbe caduta "nell'euforia dell'inutile". Allora cos'era quella tempesta nel cuore, nei gesti, nelle parole: era un cerchio che avvolgeva la sua innocente serenità; era acqua primaverile; era inebriante profumo di fiori; era sottile effluvio di salsedine. Si alzò per andare via, non poteva restare. Un ultimo sguardo all'uomo e, in quell'attimo, ci furono tutti quei momenti in cui non si erano abbracciati. La farfalla volò via, si lasciò sfuggire quella temporanea parvenza di felicità; il suo tempo, il suo spazio, l'aspettavano altrove per ricominciare ad amare la vera vita. Si convinse, con più forza, che esistono vie nobili, vie semplicemente oneste e lei volle librarsi su queste. Iniziò a respirare senza fretta nella sua anima intima e segreta. Non era riuscita ad "abitare" negli spazi equivoci. Nelle dimore deserte l'aria era tetra e lei amava i guizzi chiari e colorati. Ai cupi paesaggi, ai vicoli ciechi, preferiva sprazzi di luce. Tutti hanno un sogno di felicità rifletteva Nora, ma lei desiderava che l'alba del nuovo giorno non la cogliesse come un tradimento; voleva rimanere bambina, come nei dolci giorni della sua infanzia, quando, al primo chiarore, pensava già ad una spiaggia estiva che le apriva innanzi lo splendore del giorno. Non è debole il cuore di una donna, si diceva Nora, e neanche quello della farfalla. Sa rinunciare per ciò che conta poiché i passi e i voli giusti non fanno deviare. E fu così che la farfalla seguì il suo volo. Un bambino la incontrò, incantato guardò i suoi colori, erano così belli da volerla afferrare. Ma la farfalla spiegò ancor più le sue ali verso il sole, là dove il suo blu iridescente cambiava con la luce. Andrea cercò di riappropriarsi dell'energia che per qualche ora l'aveva lasciato attonito, senza forze. Ci aveva provato a portare con sé Nora, voleva tenerla stretta nei giorni piovigginosi e tristi perché gli colorasse la vita. In lei c'era la bellezza della luce: accecante, forte, fulgida. Si ricordò dell'emozione provata nell'osservare quel bagliore sul volto di Nora nell'attimo in cui lei lo aveva guardato prima di andare via: era interamente luminoso, era vita, era verità. Mille lucciole, milioni di stelle, chissà, galassie intere, avrebbe incontrato, ma quell'istante di eternità sarebbe rimasto con lui. Negli occhi di Nora c'era il giallo, l'arancio, il blu, gli stessi colori, pensava, che s'incontrano sulle ali di una farfalla. Quel riverbero gli era sfuggito di mano ma il brillio se lo sentiva addosso, appiccicato alla sua stessa pelle. La felicità era Nora, interamente lei, di questo Andrea ne era consapevole. Conoscendola, in quei pochi giorni, lo spazio e il tempo erano divenuti irreali. Frugava nel suo cuore per capire come quella piccola scintilla, sorta incontrandola, stava diventando così vivace da persistere in ogni istante come un respiro. Camminava piano guardando i tronchi e le zolle. Nel campo più lontano un aratro compiva il suo dovere, lasciando la terra, lì dove passava, un po' più scura. Pensò che stava scendendo la sera, ma i suoi passi restarono lenti, percorreva la campagna senza fretta, pellegrino, in cerca del suo amore perduto. Nora ormai era un paradiso perso e trovare un manuale di sopravvivenza emotiva era difficile. Il suo ricordo lo faceva struggere di malinconia, un sogno che viaggiava già su quel cielo di rossastre sfumature. Tante storie iniziano in un attimo e finiscono in quello stesso attimo. Nora, la farfalla, gli aveva stabilito un confine invalicabile, tra desiderio e purezza. Andrea respirò aria camminando in quella sera di giugno e non si meravigliò quando le sue lacrime si disseminarono su quei campi di grano che aspettavano di diventare pane.

Lunedì 10 ottobre 2026 Barbara Esposito

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Autore: Barbara Esposito

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