Sei in >> Capistranesi >> Barbara Esposito >> Commenti alle Scritture >> XXII Domenica del Tempo Ordinario - Anno C 28-08-2022
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Capistrano (VV), domenica 18 gennaio 2026 ~ Ore : 00:58:14 • New York: 17/01/2026 18:58:14 • Tokyo: 18/01/2026 08:58:14 • Sydney: 18/01/2026 10:58:14
Settimana dell'anno n° 4 - Trimestre 1 [gennaio] || ♑ Capricorno ♥ ;-) • Giorni trascorsi da InizioAnno: 18 - Giorni mancanti a FineAnno: 347: Precisamente 0 anni, 11 mesi, 49 settimane, 347 giorni, 8351 ore, 501061 minuti, 30063705 secondi!
🌞 Il sole sorge alle ore 07:34 e tramonta 🌄 alle ore 17:07 - Santa Prisca
Commento
Quando Gesù Maestro ci parla, è un effluvio di grazia che inonda le nostre menti; impariamo, dalle Sue parabole a scoprire la bellezza della nostra interiorità. Oggi, il brano evangelico c'invita all'umiltà del cuore, a non cercare l'apparenza, a non volere un "primato" ma a desiderare l'Amore e la Verità. La forma più alta dell'amore è il servizio, soprattutto, ci ricorda san Luca, verso chi non può restituirci ciò che abbiamo dato gratuitamente, poiché Gesù ci ha detto: "Saremo beati con la ricompensa della resurrezione dei giusti (Lc 14,14)". "Il cuore sapiente medita le Tue parole, ci dice la Lettura odierna del Siracide (3,29)". Da questa Parola comprendiamo che Dio ha creato il mondo per noi perché possiamo prenderci cura gli uni degli altri; dobbiamo, però, essere fidati e prudenti, come Maria, la Vergine umile, e, come servi amorevoli, testimoniare il sorriso di Dio. L'impegno per questa Domenica di grazia è quello di scorgere, almeno, un aspetto positivo negli altri, imparando a valorizzare il bene presente.
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Preghiera
Signore,
Tu hai preparato per noi un banchetto, insegnandoci, che esso è sinonimo di festa. Là non ci sono primi o ultimi posti, ci sei Tu che ci accogli tutti da fratelli e ci fai sentire persone libere che credono
alla Tua Parola da ascoltare, sempre, con umiltà, sapendo che non c'è bene più prezioso che stare alla Tua presenza, alla Tua festa senza fine. Quando la gioia viene a mancare, subentra Maria,
la Madre, l'Umile per eccellenza che si accorge, quando manca il vino della festa e ci riporta, nuovamente, al convivio. Grazie all'intervento di Maria, l'umanità sterile, che non produce frutti,
può diventare feconda nelle famiglie, nelle istituzioni, nelle vicende quotidiane, soprattutto là, dove ogni cosa procede all'insegna della sterilità, dell'aridità, del vuoto.
Signore, grazie ancora per questa Madre, che è Regina, non perché rivestita di gioielli e ori ma perché la Sua corona è stata l'umiltà e la Sua dolcissima Grazia. Tenendo
fissi gli occhi su di Lei capiremo davvero cos'è la mitezza.
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Barbara Esposito
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