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Commenti alle Sacre Scritture

23/04/2023 - Anno A - III Domenica di Pasqua

Commento

"Arderanno sempre i nostri cuori", è questa la bella espressione che vogliamo proclamare, assieme ai discepoli di Emmaus, in questa Terza Domenica di Pasqua.
C'è ancora nell'aria e attorno a noi la Luce bianca della Resurrezione; c'è il Signore risorto che vive nel tempo, è presente tra gli uomini e noi lo riconosciamo allo spezzare del Pane e nella Sacra Parola. E' Gesù, infatti, che spiega le Scritture ai discepoli, turbati e delusi, che tornano ad Emmaus da Gerusalemme, dopo i fatti della Sua passione e morte. Il Redentore si pone accanto per aprir loro quella speranza e certezza che fin dalle origini del mondo, i Profeti hanno preannunciato, parole certe, che non tramontano, anche quando la storia ci avvolge con le sue contraddizioni e le sue incertezze. La Parola di Gesù è, invece, chiara e vibra innocente nei cuori dei discepoli di Emmaus, rendendo la loro anima felice, al punto tale, che tornano ad annunciare di aver visto il Signore, certezza della loro vita. L'incontro con il Risorto ha aperto quello scenario di fede, radicale, bellissimo, che deve tramutarsi, anche per ognuno di noi, in una decisa testimonianza. Se vogliamo uscire dall'estraniazione e dall'impotenza, se non vogliamo partecipare alla banalità che perpetua il male, dobbiamo prenderci la responsabilità di annunciare solo il bene profondo che il Maestro e Signore ci ha consegnato in un mattino splendente di sole e di pace.

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Preghiera

Signore,
oggi vogliamo pregarti con più determinazione.
Tu hai camminato accanto ai discepoli di Emmaus, per trasmettere la missione della Tua Parola che li ha invasi, non come semplice messaggio dottrinale, ma come realtà dinamica, come potenza che opera, perché la Parola produce sempre ciò che annunzia (Is 55,10 s). I discepoli, tornati a Gerusalemme, sono diventati narratori di una grande certezza: Tu vivo, che spieghi le Scritture e spezzi il Pane, vincitore glorioso sulla morte e promulgatore della vera vita. Hai scrutato i loro sentimenti più profondi, la loro coscienza e poi hai scolpito nel loro cuore la consapevolezza che sei "il Vivente". Non cercheremo, mai più, un sepolcro vuoto, memori della Tua Parola: "Distruggete questo Tempio e in tre giorni lo farò risorgere" (Gv 2,19). Cantare la Pasqua significa comunicare tale grande gioia. Chi trasmette Te è, prima di ogni cosa, un collaboratore di Verità, che vive in essa e la fa vivere.
Allora, possiamo ripetere le parole di san Pietro che leggiamo nella Prima Lettura odierna: "Tu sei risorto dai morti e noi tutti ne siamo testimoni".

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Barbara Esposito

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