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Capistrano (VV), sabato 20 aprile 2019 ~ Ore : 23:04:20 - Settimana dell'anno n° 16 - Trimestre 2 [aprile] Ariete :-) ;-) - Giorni trascorsi da InizioAnno: 110 - Giorni mancanti a FineAnno: 255

Il sole sorge alle ore 06:23 e tramonta alle ore 19:56 - Sant'Agnese Segni di Montepulciano

Hora tértia erat, et crucifixérunt Jesum.
Hora sexta ténebræ factæ sunt per totam terram usque in horam nonam.
Hora nona esclamávit Jesus voce magna, dicens:«Deus meus, Deus meus, ut quid dereliquísti me?»
Sepúlto Dómino, signavérunt monuméntum, volvéntes lápidem ad óstium monuménti. Ponéntes mílites, qui custodírent illum.

 

Il Vangelo della domenica

 

Pange, lingua ~ Canta, o lingua

Il Pange Lingua è l'inno eucaristico per eccellenza della Chiesa cattolica.
Probabilmente composto da San Tommaso d'Aquino, ripercorre l'Ultima Cena di Cristo; viene infatti cantato al termine della Messa in Cœna Domini del Giovedì Santo e il giorno del Corpus Domini, è anche l'inno dei primi e secondi Vespri di questa solennità. In qualsiasi liturgia dedicata, o che si concluda con la Benedizione Eucaristica è uso cantare le ultime due strofe di questo inno, estrapolate come Tantum Ergo Sacramentum.

Ultima Cena - In Cena Domini

Pange, lingua, gloriósi
Córporis mystérium,
Sanguinsque pretiosi,
quem in mundi pretium
Fructus ventris generosi
Rex effúdit géntium.

Nobis datus, nobis natus
ex intácta Virgine,
et in mundo conversátus,
sparso verbi sémine,
sui moras incolátus
miro clausit órdine.

In supremæ nocte cœnæ,
recúmbens cum frátribus,
observáta lege plene
cibis in legálibus,
Cibum turbæ duodénæ
se dat suis mánibus.

Verbum caro, panem verum,
Verbo carnem éfficit;
fitque Sanguis Christi merum,
et si sensus deficit,
ad firmándum cor sincérum
sola fides súfficit.

Tantum ergo sacraméntum
venerémur cérnui;
et antíquum documéntum
novo cedat rítui:
præstet fides suppleméntum
sénsuum deféctui.

Genitóri Genitóque
laus et jubilátio;
salus, hónor, virtus quoque
sit et benedíctio;
Procedénti ab utróque
cómpar sit laudátio.

Amen.

Canta, o lingua,
il mistero del Corpo glorioso
e del Sangue preziosissimo
che il Re delle genti,
frutto di grembo generoso,
sparse per il riscatto del mondo.

Si è dato a noi, nascendo per noi
da una Vergine purissima,
visse nel mondo spargendo
il seme della sua parola
e chiuse in modo mirabile
il tempo della sua dimora quaggiù.

Nella notte dell'ultima Cena,
sedendo a mensa con i suoi fratelli,
dopo aver osservato pienamente
le prescrizioni della legge,
si diede in cibo agli apostoli
con le proprie mani.

Il Verbo fatto carne
con una sua parola cambia
il pane nella sua Carne
ed il vino nel suo Sangue,
e se i sensi vengono meno, la fede
basta per rassicurare un cuore sincero.

Un sì gran sacramento
adoriamo, dunque, prostrati;
l'antico documento
ceda al nuovo rito,
la fede supplisca
al difetto dei nostri sensi.

Al Padre e al Figlio:
gloria e lode,
salute, onore,
potenza e benedizione:
pari lode sia allo Spirito Santo,
che procede da entrambi.

Così sia.

 

* * *

San Tommaso d ' Aquino [?]

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