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La camicia della felicità

C'era una volta un re malato di malinconia: diceva d'avere già i piedi nella fossa, chiedeva aiuto, e prometteva metà del suo regno a chi gli avesse portato la felicità.
Tutti i cortigiani erano in riunione notte e giorno, ma il rimedio non riuscivano a trovarlo.
Fu chiamato anche il Vecchio della Montagna, il quale dichiarò:
«Trovate un uomo felice. Toglietegli la camicia, infilatela al re, e il re troverà subito la felicità».
Immediatamente partirono cercatori per ogni parte del regno.
Fu suonata la tromba nelle città, nei paesi e nei villaggi, ma gli esseri felici non si fecero innanzi. Chi era povero in canna e soffriva d'astinenza, chi era ricco e sospirava per mal di denti o mal di ventre, chi aveva la moglie bisbetica e la suocera in convulsione, chi la stalla appestata, chi il pollaio in rovina... I cercatori tornarono tutti alla Corte, avviliti e delusi.
Una sera il figlio del re uscì a passeggio e, davanti ad una capanna, che aveva il tetto di foglie e di fango, udì una voce sommessa:
«Ti ringrazio, buon Dio! Ho lavorato, ho sudato, ho mangiato di buon appetito, ed ora mi riposerò tranquillo su questo letto di foglie. Grazie. Sono proprio felice!».
Felice? Dunque, c'era un uomo felice! Il giovane principe volò a palazzo. Chiamò le guardie e ordinò di andare a prendere immediatamente la camicia di quell'uomo felice.
«Dategli quanto denaro vuole... Fatelo barone, conte, duca... principe, ma ceda la sua camicia».
Corsero le guardie alla povera capanna. Offrirono al boscaiolo una fortuna. Macché! L'uomo felice era così povero che... non aveva neanche la camicia.

 

* * *

Fonte: Internet (Da una novella di Lev Tolstoj)

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