Sei in >> Capistrano >> Cronaca >> Capistrano: Guardia medica a rischio chiusura
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Settimana dell'anno n° 6 - Trimestre 1 [febbraio] || ♒ Acquario ♥ ;-) • Giorni trascorsi da InizioAnno: 33 - Giorni mancanti a FineAnno: 332: Precisamente 0 anni, 10 mesi, 47 settimane, 332 giorni, 7984 ore, 479054 minuti, 28743278 secondi!
🌞 Il sole sorge alle ore 07:22 e tramonta 🌄 alle ore 17:26 - Presentazione del Signore (Candelora)
In una stanza silenziosa c'erano quattro candele accese. La prima si lamentava: «Io sono la Pace. Ma gli uomini preferiscono la guerra: non mi resta che lasciarmi spegnere». E così accadde. La seconda disse: «Io sono la Fede. Ma gli uomini preferiscono le favole: non mi resta che lasciarmi spegnere». E così accadde. La terza candela confessò: «Io sono l'Amore. Ma gli uomini sono cattivi e incapaci di amare: non mi resta che lasciarmi spegnere». All'improvviso nella stanza comparve un bambino che, piangendo, disse: «Ho paura del buio». Allora la quarta candela disse: «Non piangere. Io resterò accesa e ti permetterò di riaccendere con la mia luce le altre candele: io sono la Speranza».
Il nome popolare di "Candelora", assegnato alla festa odierna della Presentazione del Signore, è legato alla benedizione e alla processione con le candele e fiorisce dalle parole del vecchio Simeone che così definisce Cristo: «Luce per illuminare le genti». Attorno al simbolo del cero acceso si sviluppa anche la parabola ebraica sopra sintetizzata: essa mette in scena simbolicamente la pace, che nella Bibbia è il grande dono messianico, e le tre virtù teologali. Anche in questo racconto al centro c'è un bambino, come il neonato Gesù del testo evangelico (Luca 2, 22-40): è lui a far sfavillare nuovamente le candele spente. Sì, perché sulla storia il sudario delle tenebre si allarga spegnendo le luci della pace, dono sempre sospirato, della fede che allarga gli orizzonti e dell'amore che riscalda la vita. Rimane l'ultimo filo di luce, quello della candela della Speranza. Ad essa si rivolge il bambino per riportare in vita la Pace, la Fede e l'Amore. Anche le nostre riflessioni quotidiane sono spesso segnate dallo sconforto e dal realismo che ci induce giustamente a non ignorare il male del mondo. Ma l'ultima parola dovrebbe essere sempre quella della Speranza, «il rischio da correre, anzi, il rischio dei rischi» che riesce a far sbocciare la Luce.
Fonte : Il Quotidiano del Sud
Data : 18 ottobre 2015
Autore : Nicola Pirone
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Il servizio sarà garantito dalla postazione di San Nicola da Crissa
Il vicesindaco Domenico Mesiano: «Ci privano di un diritto costituzionale»
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di Nicola Pirone
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Capistrano - Gli errori del passato si ripercuotono nel presente e sulla gente comune, che inerme deve assoggettarsi alle direttive imposte dal politico di turno e da commissari inviati dal ministero. Ultimo in ordine di tempo è il ridimensionamento della sanità con alcune stazioni della guardia medica che dovranno essere chiuse. Tra questi c'è quella di Capistrano, che secondo il nuovo Piano di rientro sarà accorpata alla vicina San Nicola da Crissa. Ma l'amministrazione guidata da Roberto Caputo non ne vuole sapere di piegarsi. Sulla vicenda è intervenuto il vicesindaco Domenico Mesiano il quale si è soffermato sul danno che potranno ricevere i cittadini di Capistrano: «San Nicola da Crissa è distante cinque chilometri - ha commentato - e ricade, questa situazione di assoluta inopportunità ed illegittimità in quanto è un tratto molto pericoloso da percorrere per via del cattivo stato della strada. La chiusura della guardia medica verrebbe a violare il diritto fondamentale alla salute dei cittadini capistranesi e non coinciderebbe con il principio generale del contenimento della spesa nella fattispecie, l'Asp di Vibo, in Capistrano non sostiene spese per locali, illuminazione e riscaldamento, perché sono sostenute interamente dal Comune». Il vicesindaco Mesiano ha le idee chiare sul ridimensionamento sanitario: «Le eventuali soppressioni di guardie mediche in provincia dovrebbero avvenire in base a criteri obiettivi che per privilegiare la permanenza di quelle guardie mediche, come Capistrano, che si trovano maggiormente distanti dai presidi ospedalieri, di quelle che si trovano in Comuni non collegati da servizi pubblici di linea, di quelli che sono collegati ad altri con una viabilità scadente, tortuosa, pericolosa. Sarebbe auspicabile - ha concluso - che la guardia medica di Capistrano non venisse soppressa al fine di consentire ai cittadini di poter fruire del loro diritto, costituzionalmente garantito, all'assistenza gratuita ed obbligatoria dell'assistenza della medicina di base, cosa che i Capistranesi non più avrebbero con l'aggregazione alla postazione di San Nicola da Crissa.
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Fonte : Il Quotidiano del Sud del 18/10/2015 - Autore : Nicola Pirone
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