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🌞 Il sole sorge alle ore 07:22 e tramonta 🌄 alle ore 17:26 - Presentazione del Signore (Candelora)
In una stanza silenziosa c'erano quattro candele accese. La prima si lamentava: «Io sono la Pace. Ma gli uomini preferiscono la guerra: non mi resta che lasciarmi spegnere». E così accadde. La seconda disse: «Io sono la Fede. Ma gli uomini preferiscono le favole: non mi resta che lasciarmi spegnere». E così accadde. La terza candela confessò: «Io sono l'Amore. Ma gli uomini sono cattivi e incapaci di amare: non mi resta che lasciarmi spegnere». All'improvviso nella stanza comparve un bambino che, piangendo, disse: «Ho paura del buio». Allora la quarta candela disse: «Non piangere. Io resterò accesa e ti permetterò di riaccendere con la mia luce le altre candele: io sono la Speranza».
Il nome popolare di "Candelora", assegnato alla festa odierna della Presentazione del Signore, è legato alla benedizione e alla processione con le candele e fiorisce dalle parole del vecchio Simeone che così definisce Cristo: «Luce per illuminare le genti». Attorno al simbolo del cero acceso si sviluppa anche la parabola ebraica sopra sintetizzata: essa mette in scena simbolicamente la pace, che nella Bibbia è il grande dono messianico, e le tre virtù teologali. Anche in questo racconto al centro c'è un bambino, come il neonato Gesù del testo evangelico (Luca 2, 22-40): è lui a far sfavillare nuovamente le candele spente. Sì, perché sulla storia il sudario delle tenebre si allarga spegnendo le luci della pace, dono sempre sospirato, della fede che allarga gli orizzonti e dell'amore che riscalda la vita. Rimane l'ultimo filo di luce, quello della candela della Speranza. Ad essa si rivolge il bambino per riportare in vita la Pace, la Fede e l'Amore. Anche le nostre riflessioni quotidiane sono spesso segnate dallo sconforto e dal realismo che ci induce giustamente a non ignorare il male del mondo. Ma l'ultima parola dovrebbe essere sempre quella della Speranza, «il rischio da correre, anzi, il rischio dei rischi» che riesce a far sbocciare la Luce.
Fonte : Gazzetta del Sud
Data : 30 agosto 2015
Autore : Antonio Pasceri
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Vari e numerosi gli appuntamenti
Un ricco cartellone organizzato da Comune Proloco e associazioni
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Antonio Pasceri
CAPISTRANO
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A fine agosto è consuetudine trarre un consuntivo su spettacoli e manifestazioni dell'estate Capistranese, ad iniziare dai festeggiamenti in onore della Madonna della Montagna che, quest'anno, oltre allo spettacolo offerto per bambini dal Comune, si sono articolati in giochi e spettacoli folk e teatrali, due giorni del complesso bandistico di Capistrano, che, diretto dal giovane maestro Raffaele Maida, ha accompagnato anche la processione della statua della Madonna, seguita da oltre un migliaio di fedeli, giunti anche dai paesi vicini.
E poi l'associazione Amici Capistranesi con giochi popolari a squadre e una notte di "Schiuma party" a cui sono seguite le iniziative musicali del Comune. Inoltre la pro loco, in collaborazione con il Comune, ha gestito una riuscita e partecipata prima edizione della fiera di artigianato, enogastronomia, commercio e vari - molto apprezzati il maestro ceramista Fortunato Condello che ha esposto suoi artistici prodotti e il massaro Antonio Griffo, di Maierato, che ha realizzato, in Piazza, con latte delle sue mucche, ricotte e formaggi subito offerti, in assaggio, ai numerosi spettatori - con l'esposizione anche di foto realizzate negli anni 1920-1940 dal fotografo Mariano Lo Moro, mentre l'accademia Zumpa di Lamezia ha fatto esibire il gruppo di Capistranesi. Ancora musica bandistica alla festa e processione di Sant'Elena Imperatrice, che si venera, da tempi immemorabili, in Nicastrello (Casalidhiu), frazione disabitata dagli anni sessanta.
Al di là degli spettacoli, residenti ed emigrati, soprattutto con abitazione nelle adiacente di esercizi pubblici, nonostante il potenziamento dei controlli da parte dei carabinieri della Compagnia di Serra San Bruno e della locale stazione comandata dal maresciallo Giuseppe Fortunato, si sarebbero lamentati per gli schiamazzi soprattutto notturni che si protrarrebbero anche oltre la mezzanotte, mentre in tanti avrebbero espresso disappunto per il disturbo spico-fisico subito dal latrare di alcuni cani. È auspicabile che l'autorità competente intervenga per esaminare e risolvere i problemi segnalati al fine di conciliare le esigenze dei vacanzieri con quelle di quanti - anziani, bambini e ammalati in primis - aspettano la notte per riposare.
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Fonte : Gazzetta del Sud del 30/08/2015 - Autore : Antonio Pasceri
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