Sei in >> Capistrano >> Cronaca >> Capistrano: Viabilità colabrodo, tante insidie nel tratto Capistrano - San Nicola da Crissa
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🌞 Il sole sorge alle ore 07:22 e tramonta 🌄 alle ore 17:26 - Presentazione del Signore (Candelora)
In una stanza silenziosa c'erano quattro candele accese. La prima si lamentava: «Io sono la Pace. Ma gli uomini preferiscono la guerra: non mi resta che lasciarmi spegnere». E così accadde. La seconda disse: «Io sono la Fede. Ma gli uomini preferiscono le favole: non mi resta che lasciarmi spegnere». E così accadde. La terza candela confessò: «Io sono l'Amore. Ma gli uomini sono cattivi e incapaci di amare: non mi resta che lasciarmi spegnere». All'improvviso nella stanza comparve un bambino che, piangendo, disse: «Ho paura del buio». Allora la quarta candela disse: «Non piangere. Io resterò accesa e ti permetterò di riaccendere con la mia luce le altre candele: io sono la Speranza».
Il nome popolare di "Candelora", assegnato alla festa odierna della Presentazione del Signore, è legato alla benedizione e alla processione con le candele e fiorisce dalle parole del vecchio Simeone che così definisce Cristo: «Luce per illuminare le genti». Attorno al simbolo del cero acceso si sviluppa anche la parabola ebraica sopra sintetizzata: essa mette in scena simbolicamente la pace, che nella Bibbia è il grande dono messianico, e le tre virtù teologali. Anche in questo racconto al centro c'è un bambino, come il neonato Gesù del testo evangelico (Luca 2, 22-40): è lui a far sfavillare nuovamente le candele spente. Sì, perché sulla storia il sudario delle tenebre si allarga spegnendo le luci della pace, dono sempre sospirato, della fede che allarga gli orizzonti e dell'amore che riscalda la vita. Rimane l'ultimo filo di luce, quello della candela della Speranza. Ad essa si rivolge il bambino per riportare in vita la Pace, la Fede e l'Amore. Anche le nostre riflessioni quotidiane sono spesso segnate dallo sconforto e dal realismo che ci induce giustamente a non ignorare il male del mondo. Ma l'ultima parola dovrebbe essere sempre quella della Speranza, «il rischio da correre, anzi, il rischio dei rischi» che riesce a far sbocciare la Luce.
Fonte : Gazzetta del Sud
Data : 26 novembre 2016
Autore : Antonio Pasceri
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Ampie e profonde buche costellano la sp 47 dove si procede a zig-zag
La pioggia che riempie i crateri rende più pericolosa la situazione
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Antonio Pasceri
CAPISTRANO
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Se questa è una strada. Il manto della sp 47 dove si procede a zig-zag
Aperto nel '28
A memoria d'uomo non si ricorda che tale tratto di strada sia stato
mai per tanto lungo tempo abbandonato dall'amministrazione provinciale
di Vibo Valentia o che sia stato tanto precario e pericoloso.
Eppure di anni l'attuale strada provinciale 47, di anni in questione, di anni
ne ha parecchi considerando che il tratto fu costruito nel lontano 1928 e,
quindi, aperto al transito del pubblico servizio automobilistico di linea
all'epoca collegante Pizzo Calabro a Serra San Bruno. A svolgere il servizio
era la ditta Romei, che abbandonò la strada regia (ovvero la strada statale
110) per transitare da Monterosso e da Capistrano.
E da allora acqua sotto i ponti ne è passata, ma la situazione è peggiorata.
Sono numerosi i capistranese
che per raggiungere le campagne
devono lasciare le auto
È sufficiente, come nei giorni scorsi, che piova per rendere più critica e pericolosa la viabilità lungo la strada provinciale
47, soprattutto nel tratto Capistrano - San Nicola da Crissa che è costellato da annose buche che, sempre più ampie e profonde, si rendono particolarmente
invisibili, infide e pericolose quando vengono riempite dalla pioggia.
Ormai sono in molti che, viaggiando, subiscono danni alle loro auto. Uno di essi l'altra sera, si è visto costretto a chiamare i Carabinieri per accertare e
verbalizzare i danni che la sua auto aveva subito imbattendosi in una buca stradale, al fine di chiedere il rimborso danni alla Provincia di Vibo Valentia.
Fortunatamente, finora, automobilisti, motociclisti e pedoni sono riusciti ad evitare i gravi pericoli che presentano anche gli ampi e profondi avallamenti
e sprofondamenti del piano viabile. In alcune zone mancano o sono distrutti i parapetti murari o guardrail, che salvaguarderebbero l'incolumità delle
persone.
La precaria situazione viaria è motivo, quindi, di allarme ed apprensione per i Capistranesi che, ormai, ne parlano in famiglia, nelle piazze, nei bar, sui
posti di lavoro, ovunque, perché la generalità di essi è costretta a percorrere, con ogni mezzo o anche a piedi, il tratto di strada in questione per recarsi
in campagna, a lavoro, a Vibo Valentia, a Serra S. Bruno, all'aeroporto, alle stazioni ferroviarie, ecc.
Percorre il tratto di strada provinciale Capistrano - San Nicola da Crissa, inoltre, costringe gli autisti a continui e pericolosi zig-zag per cercare di evitare
il maggior numero possibile di profonde buche, con il rischio, specie nelle curve o nelle loro vicinanze, di qualche scontro frontale con gli automezzi che
provengono dalla direzione opposta.
Da un incontro con il vicepresidente dell'amministrazione provinciale, Pasquale Fera, sarebbe emerso che la Provincia potrebbe utilizzare parte o
l'intera somma di circa novecentomila euro, d'imminente riscossione, per il ripristino e la messa in sicurezza della viabilità più precaria, come la
sp 47, al fine di non continuare a mettere a repentaglio la sicurezza e l'incolumità delle persone.
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Fonte : Gazzetta del Sud del 26/11/2016 - Autore : Antonio Pasceri
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