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Capistrano (VV), venerdì 14 dicembre 2018 ~ Ore : 09:37:16 - Settimana dell'anno n° 50 - Trimestre 4° [dicembre] Sagittario :-) ;-) - Giorni trascorsi da InizioAnno: 348 - Giorni mancanti a FineAnno: 17

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In ricordo di Pino (Lambretta) amico carissimo

Pino Mesiano - Lambretta

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Il cammino dell'amore, ad un certo punto, sospirando, si perde. O meglio, si pensa, di perderlo. Ma esso rinasce, rinasce ancora. Similmente alle primule, che in questi giorni di primavera, cercano il sole per rivivere. I nostri morti fanno la stessa esperienza: essi rifulgono come luce e conoscono, finalmente, la gloria divina, il volto di Dio. La fede ci dà questa certezza, ma noi, di fronte al dolore, quello vero, ci sentiamo persi, ammutoliti, stanchi. Allora chiediamo aiuto al Signore perché asciughi le nostre lacrime. Io m'inchino al dolore di Maria, moglie, compagna, amica di Pino. Loro sempre insieme, mano nella mano, trasudavano amore. L'amore di Pino è ridondato sui suoi figli in primis e poi sugli amici, sui conoscenti, su Capistrano e su tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo. Chi ha amore dona amore. Tanto. Quello buono, disinteressato, puro, amicale, quasi sublime che nasce dal profondo ed esplode in un turbinio di bene. Pino io lo ricordo sempre col suo sorriso vero, solare. Ti chiamava, ti salutava e non fingeva. Il suo richiamo toccava veramente il cuore. Io non posso che chiedere al Signore di benedire Pino mille e mille volte perché i pochi incontri che facevamo insieme agli altri amici erano talmente belli da riempire i giorni a venire nell'attesa di nuovi incontri. Quante canzoni abbiamo innalzato e urlato verso il cielo perché la terra era troppo piccola per contenerne la gioia. Ho letto da qualche parte, proprio l'altro ieri, vigilia della tua morte caro Pino, che a volte si creano dei legami con persone dove la presenza passa in secondo piano, perché ne basta l'esistenza. Sapere che una persona c'è, che esiste, riempie il cuore, anche se non la vedi sempre. Immagino il dolore profondo che hai lasciato nei tuoi cari, a cui riempivi l'esistenza di sorrisi e di gioia. Ma non è un addio il nostro, Pino, è un arrivederci, poiché il buio attende sempre l'aurora e il sole splende nel cuore degli uomini risorti. In questi giorni Pasquali, allora, parliamo di resurrezione, immaginandoti felice a cantare in Paradiso inni gloriosi con la tua bella, bellissima voce e a me,credimi, tanto, tanto cara. Ti raccomando se vorrai intonare Celentano vedi che il Risorto non s'offenderà, anzi, sorridendoti, t'incoraggerà a cantare ancora e poi ancora.. Ti vogliamo bene, tanto! Sappiamo che le ferite dell'anima restano dentro e segnano tutta una vita, ma l'amore ama, resta, respira leggero, nei ricordi, nei silenzi e anche nei primi sorrisi di speranza che riscattano il dolore. E se oggi piovono lacrime tra terra e cielo, domani guarderemo di nuovo l'azzurro tra piccole nuvole bianche, leggere, lievi... come il tuo sorriso!

 

24/04/2017 amica Barbara

 

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Autore: Barbara Esposito

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